Carrie di Brian De Palma festeggia mezzo secolo di secchiate di sangue di maiale. Tratto dal primo romanzo di Stephen King, è considerato l’adattamento più potente della sua opera. Il film racconta l’adolescenza come un’esperienza universale fatta di esclusione, bullismo, desiderio di appartenenza e umiliazione. La protagonista, Carrie White (Sissy Spacek), è una ragazza timida e isolata, cresciuta sotto il controllo di una madre fanatica religiosa (Piper Laurie). La prima mestruazione, vissuta senza sapere cosa le stia accadendo, diventa il momento in cui le compagne la deridono e la sottopongono a una crudele umiliazione. Un trauma che risveglia anche i suoi poteri telecinetici.
La forza di questo capolavoro risiede nella capacità di trasformare il dolore adolescenziale in una tragedia dalle proporzioni quasi mitologiche. La sequenza del ballo scolastico, sulle musiche di Pino Donaggio, è il culmine di questa tensione: Carrie viene incoronata reginetta del ballo insieme a Tommy Ross (William Katt), ma un secchio di sangue di maiale, preparato dai suoi persecutori, le rovina il momento tanto atteso. La vergogna si trasforma allora in una furia distruttiva.
De Palma ricorre a luci rosse, ralenti, split screen e immagini deformate per accompagnare la vendetta di Carrie, che provoca una strage nella palestra del liceo. A morire non sono soltanto i suoi aguzzini, compresa la perfida cheerleader Chris Hargensen (Nancy Allen), ma anche persone innocenti che avevano cercato di aiutarla. Si salva soltanto Sue Snell (Amy Irving), destinata però a portare per sempre il peso di quell’orrore. L’ultima scena, con la mano di Carrie che emerge improvvisamente dalla tomba, resta una delle immagini più iconiche della storia del cinema horror. Lo stesso De Palma ha ammesso che per il finale-shock si è ispirato a un thriller di pochi anni prima: Un tranquillo weekend di paura (Deliverance) di John Boorman. In quel film, il protagonista fa un incubo in cui un braccio gonfio e livido emerge lentamente dalla superficie dell’acqua del lago. De Palma prese quell’idea e la spostò nel terreno, aumentandone la velocità per creare il jumpscare.
La triste storia dello sciroppo di mais Karo
Il liquido che si riversa addosso a Carrie nella famigerata scena del Prom non è vero sangue di maiale, ma una miscela di colorante rosso e sciroppo di mais Karo. Un dettaglio curioso che accompagna una delle trasformazioni più memorabili della storia del genere horror. Fino a quel momento, Sissy Spacek interpreta Carrie con movimenti esitanti ma basta che il sangue le scivoli addosso perché tutto cambi: la ragazza raddrizza la schiena, il suo sguardo si fa gelido e la timidezza lascia il posto a una furia inarrestabile, pronta a scatenarsi contro gli abitanti della cittadina.
«All’inizio il “sangue” mi sembrava una coperta calda», raccontò l’attrice nel memoir My Extraordinary Ordinary Life, pubblicato nel 2012. Un’esperienza che, con il passare delle ore, si rivelò decisamente meno piacevole: «Ma ben presto diventò appiccicoso e disgustoso. Ho dovuto indossare quella roba per giorni. E quando hanno acceso i fuochi alle mie spalle per incendiare la palestra, ho cominciato a sentirmi come una mela caramellata». Per la sua interpretazione, Spacek conquistò la sua prima candidatura all’Oscar come migliore attrice, un traguardo allora tutt’altro che comune per una protagonista di un horror.
Lo sciroppo di mais era già da tempo un alleato prezioso per la realizzazione del sangue finto al cinema. La sua diffusione aveva progressivamente soppiantato quella dello sciroppo al cioccolato, utilizzato soprattutto nelle produzioni in bianco e nero. La combinazione con il colorante rosso trovò terreno fertile soprattutto nella stagione della New Hollywood, quando il cinema cominciò a esplorare una rappresentazione della violenza più esplicita e realistica. Con il tempo, tuttavia, lo sciroppo Karo è finito in pensione. A decretarne il progressivo abbandono sono state soprattutto le difficoltà pratiche legate alla sua consistenza appiccicosa e alle lunghe operazioni necessarie per ripulire set, costumi e attrezzature.
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