Digger, il capolavoro incompreso di Hollywood

È uno dei flop più clamorosi della recente carriera di Tom Cruise e uno dei film più ambiziosi e divisivi dell’anno. Digger, diretto da Alejandro González Iñárritu, è costato tra 125 e 180 milioni di dollari, con altri 100 milioni circa destinati al marketing, ma ha debuttato con appena 20 milioni complessivi nel mondo. Eppure il suo fallimento è tutt’altro che ordinario: è un’opera visionaria e smisurata, che cerca di fondere mezzo secolo di cinema americano in una folle satira apocalittica.

Salem, come funzionava davvero il gatto parlante di Sabrina vita da strega

Prima di diventare il gatto nero, sarcastico e irresistibilmente snob di Sabrina, vita da strega, Salem era un vero incubo logistico. Far sembrare naturale quel felino capace di parlare, reagire alle battute, muovere orecchie e coda, combinare disastri e perfino cimentarsi in improbabili stunt richiedeva una vera squadra di effetti speciali, burattinai, addestratori e gatti.

50 anni di U2: quattro ragazzi di Dublino diventati leggenda

Mezzo secolo fa, erano quattro ragazzi di Dublino con una band ancora tutta da inventare. Oggi sono gli U2, una delle formazioni più iconiche e longeve della storia del rock. La cosa più incredibile? Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. sono ancora gli stessi quattro musicisti che nel 1976 cominciarono a suonare insieme alla Mount Temple Comprehensive School.

Ridley Scott, maestro o bluff?

Ridley Scott è ancora un maestro o vive ormai della propria leggenda? The Dog Stars riaccende il confronto tra l’autore che ha rivoluzionato il cinema con Alien, Blade Runner e Thelma & Louise e il regista degli ultimi anni, alle prese con film controversi come House of Gucci, Napoleon e Gladiator II, fino al recente insuccesso con Jacob Elordi.

Perché Terminator 2 è il sequel perfetto

Ci sono sequel che provano semplicemente a ripetere la formula dell’originale e altri che riescono nell’impresa molto più difficile: superarlo. Terminator 2: Il giorno del giudizio appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Anzi, per molti è il sequel per eccellenza, uno di quei rarissimi casi in cui il secondo capitolo non si limita a raccogliere l’eredità del primo, ma la trasforma in qualcosa di ancora più grande.