Le Manoir du diable, il primo film horror della storia compie 130 anni

Halloween, pipistrelli e castelli infestati. Cosa c’è di meglio, nella notte più spaventosa dell’anno, che fare un salto indietro nel tempo fino alle origini della paura sul grande schermo? Molto prima che mostri, vampiri e serial killer diventassero protagonisti delle nostre maratone horror, il cinema aveva già fatto i conti con il Diavolo. E a evocarlo ci aveva pensato uno dei suoi più grandi illusionisti: Georges Méliès.

Il 24 dicembre 1896, al Théâtre Robert-Houdin, all’8 di boulevard des Italiens, a Parigi, veniva presentato Le Manoir du diable (La casa del diavolo), considerato il primo film horror conosciuto. Una piccola meraviglia cinematografica che, in appena tre minuti, spalancava le porte a un immaginario destinato a diventare immortale. A firmarla era Méliès, illusionista, regista e pioniere degli effetti speciali, che aveva intuito prima di molti altri quanto il cinema potesse essere una macchina capace di trasformare l’impossibile in spettacolo.

Non lasciatevi ingannare dal titolo: l’intenzione iniziale era soprattutto quella di divertire e sorprendere il pubblico, più che terrorizzarlo. Eppure, dentro questa breve pellicola in bianco e nero, ci sono già parecchi ingredienti del cinema creepy: un castello sinistro, apparizioni soprannaturali, scheletri, fantasmi, streghe e creature mostruose. E, come se non bastasse, anche una trasformazione da pipistrello a uomo, che le ha fatto guadagnare un altro primato: quello di antesignana del cinema sui vampiri.

La trama è un vero concentrato di meraviglie e apparizioni: tutto comincia con un gigantesco pipistrello che vola all’interno di un castello medievale. Una volta entrato, l’animale si trasforma improvvisamente in Mefistofele, il Diavolo, interpretato dallo stesso Méliès. Il demone prepara un calderone magico dal quale fa apparire scheletri, fantasmi, streghe e persino una donna. Quando due cavalieri entrano nella stanza, comincia per loro un’autentica notte da incubo, tra sparizioni improvvise, mobili che si muovono da soli e creature infernali. Il finale? Uno dei superstiti riesce a mettere in fuga il demonio brandendo un crocifisso.

Produzione

Le Manoir du diable fu realizzato all’aperto, nel giardino della proprietà di Georges Méliès a Montreuil, nella regione francese della Seine-Saint-Denis. Il regista francese girava dentro ad una serra per fruttare la luce solare. Per ricreare l’atmosfera misteriosa della storia, utilizzò scenografie dipinte, trasformando lo spazio in un palcoscenico fantastico popolato da apparizioni e creature soprannaturali.

Come accadeva frequentemente nel cinema delle origini, gli interpreti non venivano accreditati e i loro nomi restavano nell’anonimato. È tuttavia riconoscibile Jehanne d’Alcy, attrice teatrale che collaborò a lungo con Méliès e che sarebbe diventata prima la sua amante e poi la sua seconda moglie: nel film interpreta la donna che emerge dal calderone.

Più incerta, invece, l’identità dell’interprete del Diavolo. Lo storico del cinema Georges Sadoul ipotizzò che potesse trattarsi di Jules-Eugène Legris, illusionista che si esibiva al Théâtre Robert-Houdin di Parigi, fondato e diretto dallo stesso Méliès. Legris sarebbe poi comparso anche in Viaggio nella Luna (1902), uno dei film più celebri del maestro francese.

Il film fu considerato perduto fino al 1988 quando ne venne ritrovata una copia nel New Zealand Film Archive.

Leggi anche:

Rispondi