È uno dei volti più riconoscibili dell’horror contemporaneo, una presenza capace di trasformare una semplice inquadratura in un piccolo incubo. Il suo corpo nero, il viso rosso acceso, le corna e quell’espressione diabolica hanno reso il Lipstick-Face Demon, conosciuto anche come Red-Faced Demon, una delle creature più iconiche dell’universo di Insidious. Eppure, fin dalla sua prima apparizione nel film del 2010 diretto da James Wan, c’è un paragone che accompagna immancabilmente il personaggio: quello con Darth Maul, il temibile guerriero Sith di Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma.
Ma quanto c’è davvero di George Lucas dietro il demone di Insidious? La risposta è arrivata direttamente da James Wan, che ha chiarito la questione in un’intervista del 2011.
La vera ispirazione dietro il demone di Insidious
Il Lipstick-Face Demon nasce da un’idea sviluppata da James Wan insieme allo sceneggiatore Leigh Whannell. A occuparsi della sua progettazione visiva fu Aaron Sims, concept artist e designer specializzato nella creazione di creature cinematografiche. A interpretarlo venne scelto Joseph Bishara, compositore della colonna sonora del film, individuato da Wan anche per il suo aspetto fisico: era magro, calvo e aveva un volto che, grazie alle luci, proiettava ombre particolarmente suggestive.
In un’intervista concessa a Fangoria nel 2011, Bishara ha raccontato che proprio un’ombra sul suo viso aveva attirato l’attenzione del regista. Da lì nacque l’idea di coinvolgerlo nel film come creatura demoniaca. Il disegno definitivo venne poi sviluppato attraverso fotografie e interventi di Aaron Sims.
Ma il dettaglio più curioso riguarda proprio il rosso del suo volto. Non si trattava semplicemente di una scelta estetica: il demone si dipingeva la faccia con il rossetto. Una scena, inizialmente prevista nel film, mostrava la creatura mentre applicava il cosmetico prima sulle labbra e poi su tutto il viso. La sequenza venne eliminata dal montaggio, ma James Wan volle mantenere il nome originale del personaggio: Lipstick-Face Demon, letteralmente il demone dalla faccia di rossetto.
Anche l’impronta rossa che compare sulle lenzuola nella casa dei Lambert non è sangue, come si potrebbe pensare, ma proprio rossetto.
Perché assomiglia così tanto a Darth Maul?
La somiglianza con Darth Maul è evidente: entrambi hanno il volto dominato dal rosso e dal nero, una fisionomia minacciosa e un’estetica demoniaca. Non è un caso che, durante un’intervista del 2011 per Ain’t It Cool News, il giornalista abbia fatto notare a Wan proprio questa somiglianza.
La risposta del regista fu piuttosto divertita: «Tutti lo dicono». Wan precisò però che il design era nato da un’idea completamente diversa. Il rosso, nel caso del demone, derivava dal rossetto che la creatura si spalma sul viso, mentre il corpo era interamente nero. Il regista aggiunse persino che, quando nel film si vede il personaggio a figura intera, la somiglianza con Darth Maul risulta molto meno evidente.
C’è quindi una coincidenza visiva, non una derivazione dichiarata da Star Wars. Del resto, anche il personaggio di Darth Maul ha una storia creativa autonoma: il suo aspetto venne progettato dall’artista Iain McCaig, che si ispirò a un’immagine da incubo, a un volto spettrale intravisto attraverso una finestra bagnata dalla pioggia e all’inquietudine suscitata dalle maschere dipinte dei clown.
Due percorsi creativi differenti, dunque, che hanno finito per incontrarsi nell’immaginario collettivo attraverso una combinazione cromatica diventata immediatamente riconoscibile.
Insidious: Out of the Further, perché il demone appare così poco?
A riportare l’attenzione sulla creatura quest’anno è Insidious: Out of the Further. Come racconta Bloody Disgusting nel suo approfondimento dedicato al film, il regista Jacob Chase ha spiegato perché il Lipstick-Face Demon abbia uno spazio limitato nella nuova storia.
Durante una sessione di domande e risposte su Reddit, Chase ha sostenuto che mostrare troppo il mostro rischia di diminuirne l’efficacia. La sua filosofia è quella del «less is more»: meno il pubblico vede la creatura, più questa conserva il proprio potere inquietante.
Una scelta che riguarda anche l’eredità del primo film. La sua apparizione alle spalle di Josh Lambert (Patrick Wilson) è diventata una delle immagini più celebri della saga e, secondo il regista, riproporla continuamente rischierebbe di renderla meno spaventosa.
Il risultato è un curioso paradosso: proprio il personaggio che rappresenta una delle principali icone visive di Insidious è anche quello che il film preferisce centellinare. Perché, qualche volta, il mostro fa molta più paura quando non lo si vede.
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