Dracula di Bram Stoker: quando Gary Oldman litigò con Coppola

Lavorare con un maestro del cinema non significa necessariamente andare d’accordo su tutto. Lo sa bene Gary Oldman, che a distanza di oltre trent’anni è tornato a parlare dei contrasti avuti con Francis Ford Coppola durante le riprese di Dracula di Bram Stoker, la rilettura gotico barocca del 1992 che lo ha trasformato in uno dei vampiri più iconici della storia del cinema. L’horror vittoriano torna nelle sale in 4K fino al 1°novembre con Lucky Red.

A riportare le dichiarazioni dell’attore inglese è Entertainment Weekly, in un articolo pubblicato recentemente. Oldman ha ricordato gli attriti con il regista, senza però rinnegare un’esperienza professionale che considera complessivamente positiva.

«A volte ci scontravamo», ha raccontato l’attore, riferendosi alle divergenze sul modo di interpretare la visione cinematografica di Coppola.

Gary Oldman voleva lavorare con Coppola

Nonostante le incomprensioni, Oldman ha chiarito che accettare il ruolo del Conte Dracula fu soprattutto un’occasione per lavorare con il leggendario regista de Il padrino e Apocalypse Now. La possibilità di confrontarsi con un autore dalla personalità artistica così marcata era, infatti, una motivazione decisiva.

L’attore ha anche ammesso di non essere particolarmente orgoglioso di alcuni comportamenti tenuti all’epoca sul set. Con il passare degli anni, però, ha imparato a gestire meglio le differenze caratteriali e professionali, riconoscendo quanto sia importante trovare un equilibrio nel rapporto con chi dirige.

«Quando ero più giovane ero un po’ più combattivo», ha spiegato. Oggi, invece, preferisce affrontare le difficoltà con maggiore disponibilità: la vita è troppo breve, ha osservato, per trasformare ogni divergenza sul lavoro in una battaglia.

«I registi sono tutti un po’ pazzi»

Tra i ricordi condivisi da Oldman c’è anche il metodo di lavoro di Coppola, che durante le riprese arrivava a parlare agli attori mentre la scena era in corso, suggerendo loro indicazioni e reazioni in tempo reale.

Un approccio particolare, che l’attore ha rievocato con ironia durante l’incontro. «I registi sono tutti molto strani. Sono brillanti, alcuni sono anche grandi amici, ma sono tutti un po’ pazzi», ha scherzato.

Secondo Oldman, il segreto consiste nell’imparare ad assecondare i diversi metodi di lavoro, anche quando sembrano insoliti o difficili da comprendere. Ogni regista ha il proprio modo di costruire una scena: c’è chi ripete un’inquadratura decine di volte e chi preferisce affidarsi all’improvvisazione. Per un attore, sapersi adattare è parte integrante del mestiere.

La pace dopo Dracula: il gesto di Coppola

I contrasti sul set non hanno lasciato una frattura insanabile tra i due. Oldman ha raccontato che, anni dopo, quando ha diretto Niente per bocca (Nil by Mouth, 1997), ha avuto bisogno di utilizzare una sequenza tratta da Apocalypse Now.

Per ottenere il permesso si è rivolto proprio a Coppola, che gli ha concesso gratuitamente l’utilizzo del materiale. Un gesto di generosità che l’attore ha ricordato con riconoscenza e che ha contribuito a confermare come le divergenze professionali del passato fossero ormai superate. I due si sono incontrati nuovamente anche a Cannes, ritrovando un rapporto sereno.

Leggi anche:

Rispondi