Dal 2011, American Horror Story ci ha trascinati tra case infestate, manicomi infernali, congreghe di streghe, circhi maledetti e hotel popolati da presenze inquietanti. Un cocktail di sangue, follia, eccessi e personaggi indimenticabili firmato Ryan Murphy e Brad Falchuk, capaci di trasformare ogni stagione in un nuovo viaggio nell’orrore: da Murder House, Asylum e Coven a Freak Show, Hotel, Roanoke, Cult, Apocalypse, 1984, Double Feature, NYC e Delicate. Adesso, con la tredicesima stagione, la serie antologica riapre l’album dei ricordi più oscuri e punta tutto sulla nostalgia, riportando in scena volti iconici e vecchie conoscenze delle prime otto stagioni. Perché certi incubi non passano mai di moda e certi personaggi meritano sempre un macabro bis. Ma chi è il miglior villain di tutta la saga?
Constance Langdon è uno di quei personaggi che hanno fatto la storia di American Horror Story: crudele, manipolatrice, velenosa e irresistibilmente magnetica. Interpretata da Jessica Lange in Murder House, la prima stagione della serie antologica, è l’incarnazione dell’orrore più disturbante: quello che non ha bisogno di fantasmi, mostri o poteri soprannaturali per terrorizzare. Basta un sorriso tagliente, una battuta al vetriolo e la capacità di trasformare ogni rapporto umano in un campo di battaglia.
Non sorprende che Murphy abbia deciso di riportarla al centro della tredicesima stagione, consacrandola ancora una volta come una delle figure più iconiche dell’universo AHS. In questa nuova apparizione, Constance torna a orbitare attorno a Satana e all’Apocalisse, animata da un desiderio profondamente personale: ricongiungersi con i figli Tate e Addie, ai quali non è mai riuscita a offrire l’amore e la protezione di cui avevano bisogno.
Il suo vero superpotere, però, è la lingua affilata come un rasoio. Constance è la vicina impicciona che sa tutto di tutti, la moglie ferita capace di impugnare una pistola, la madre disastrosa di un figlio cresciuto nel male e l’aspirante diva di Hollywood costretta a fare i conti con sogni mai realizzati. Dietro il suo accento del Sud e i modi da signora d’altri tempi si nasconde un concentrato di pregiudizi, egoismo e disperazione. Il dettaglio più inquietante? Constance non ha bisogno di uccidere personalmente per fare paura: spesso le basta voltarsi dall’altra parte mentre il mondo intorno a lei va in pezzi.
A renderla indimenticabile è soprattutto Lange, attrice due volte premio Oscar, che con questo ruolo ha conquistato anche Emmy, Golden Globe e Screen Actors Guild Award.
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