L’ultimo capitolo dell’antologia true crime horror Monster di Ryan Murphy è finalmente arrivato su Netflix. Le miniserie precedenti si sono concentrate su Jeffrey Dahmer, sui fratelli Menendez e su Ed Gein, tutti protagonisti di vicende legate a efferati omicidi. Ora, la quarta stagione punta i riflettori sulla presunta assassina Lizzie Borden, con un cameo dedicato anche alla serial killer Aileen Wuornos. Ma cosa c’è di vero e cosa di inventato in The Lizzie Borden Story?
Lizzie Borden ha ucciso i suoi genitori?
Partiamo dalla domanda più importante: Lizzie Borden ha davvero ucciso i suoi genitori? Nel 1892, i coniugi Andrew e Abby Borden furono brutalmente assassinati nella loro casa di Fall River, in Massachusetts. Tra i principali sospettati figurava la figlia di Andrew, Lizzie Borden, 32 anni, che viveva con loro insieme alla domestica Bridget Sullivan. Durante le indagini emersero versioni contraddittorie e il sospetto che Lizzie avesse acquistato del veleno. Processata per gli omicidi, fu però assolta dopo appena un’ora di deliberazione. Il duplice omicidio è tuttora irrisolto.
È però importante fare una precisazione sull’arma del delitto utilizzata per uccidere i coniugi Borden. Tecnicamente, non furono uccisi con un’ascia, bensì con una hatchet, cioè una piccola ascia più compatta, pensata per essere impugnata con una sola mano.
Perché Lizzie Borden bruciò il vestito?
Durante il processo, la cara amica di Lizzie, Alice Russell, dichiarò di aver visto Lizzie bruciare un vestito che un altro testimone aveva affermato essere quello indossato da lei il giorno degli omicidi. Durante il controinterrogatorio emerse che Lizzie aveva bruciato il vestito in pieno giorno e davanti a due testimoni.
Lizzie Borden aveva una relazione lesbica con la sua domestica?
Bridget Sullivan era la domestica che lavorava nella casa dei Borden. Nell’adattamento di Monster, viene rappresentata come l’amante di Lizzie.
È una rappresentazione che segue una tradizione iniziata con il romanzo Lizzie di Evan Hunter del 1984 e proseguita con il film Lizzie del 2018.
Non esiste però alcuna prova che le due donne avessero una relazione all’epoca degli omicidi, né che l’abbiano mai avuta.
Lizzie, inoltre, tendeva a chiamare Bridget con il nome sbagliato, riferendosi a lei come «Maggie». Un particolare che suggerisce che tra le due non ci fosse un rapporto particolarmente stretto.
Dopo gli omicidi, Bridget tornò per un breve periodo in Irlanda, il Paese da cui proveniva, prima di trasferirsi nuovamente in un’altra città degli Stati Uniti e, infine, sposare un uomo.
Chi era Emma, la sorella di Lizzie Borden?
In The Lizzie Borden Story, la sorella di Lizzie, Emma, è interpretata da Billie Lourd.
Emma era una persona realmente esistita ed era la sorella di Lizzie, 42 anni, nubile, che viveva anch’essa nella casa di famiglia. Secondo quanto riportato, al momento degli omicidi non si trovava in casa perché era andata a trovare alcuni amici.
Emma rimase al fianco di Lizzie durante il processo e, quando fu chiamata a testimoniare, cercò di mettere in discussione la ricostruzione dell’accusa, senza però affermare esplicitamente che la sorella fosse innocente.
Qual era il movente di Lizzie Borden?
L’adattamento di Ryan Murphy suggerisce fortemente che le presunte pulsioni omicide di Lizzie fossero legate alla sua crescita all’interno di una famiglia violenta e abusiva.
Non esistono prove che dimostrino questa teoria, anche se alcuni scrittori hanno avanzato ipotesi in questo senso.
L’unico movente chiaramente individuabile per gli omicidi sarebbe l’eredità: dopo la morte dei genitori, infatti, Lizzie e sua sorella avrebbero ricevuto una consistente somma.
Nel 1887, Andrew aveva acquistato una casa per la sorella di sua moglie Abby. La decisione aveva fatto infuriare Lizzie, che l’aveva considerata insolita per un uomo tanto parsimonioso e aveva accusato il padre di favorire la famiglia della moglie rispetto alla propria.
Lizzie Borden è collegata ad Aileen Wuornos e alla contessa Elizabeth Báthory?
Nell’adattamento di Monster di Ryan Murphy vengono tracciati dei parallelismi tra Lizzie Borden e altre presunte assassine come Aileen Wuornos e la contessa Elizabeth Báthory.
Non esiste però alcun legame diretto tra queste donne, al di là della possibile associazione sul piano delle presunte pulsioni violente e omicide.
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