Il finale originale di Obsession avrebbe rovinato l’intero film

Obsession di Curry Barker è diventato uno degli horror più discussi degli ultimi tempi, segnando il debutto alla regia di un lungometraggio per il filmmaker di YouTube già noto per Milk & Serial. Il film vede protagonista Michael Johnston nel ruolo di Bear, un ragazzo timido che usa un Bastoncino del Desiderio per far innamorare perdutamente la sua cotta Nikki, interpretata da Inde Navarrette. Il desiderio si realizza, ma scatena conseguenze terrificanti, trasformando la storia in un racconto oscuro e doloroso. Acclamato come uno degli horror più interessanti degli ultimi anni, Obsession avrebbe avuto un impatto molto diverso con il finale originale pensato da Barker.


Di cosa parla Obsession?

Curry Barker ha avuto l’idea per Obsession da un episodio speciale di Halloween de I Simpson (Treehouse of Horror). Tuttavia, mentre è divertente vedere Homer usare una zampa di scimmia per desiderare un panino al tacchino, non c’è nulla di divertente in Obsession. Il film di Barker vive nell’oscurità e sorprende lo spettatore a ogni svolta.

Bear, il timido “bravo ragazzo”, dovrebbe essere l’eroe della storia. E, per un certo periodo, lo è davvero, finché non esprime il desiderio che la sua collega Nikki lo ami più di chiunque altro al mondo.

All’improvviso, la sicura e indipendente Nikki diventa ossessionata da Bear. Invece di cercare un modo per annullare il desiderio, Bear vuole soltanto modificarlo. Non vuole lasciar andare Nikki e continua a desiderare che lei lo ami nel modo in cui lui vuole.

Questo rende Bear il vero antagonista del film. E anche se Nikki è spaventosa, non è mai il vero nemico. Questa nuova versione di lei vuole soltanto compiacere Bear, ma non sa come farlo. Nel frattempo, la vera Nikki è intrappolata, costretta a vivere dentro questo corpo posseduto e autorizzata a tornare fuori soltanto per pochi secondi ogni tanto. Nikki è una figura tragica.


Nella versione originale Nikki sarebbe dovuta morire alla fine di Obsession

Nel terzo atto di Obsession, la situazione precipita quando la vera Nikki riesce temporaneamente a riprendere il controllo del proprio corpo e chiede a Bear di ucciderla per liberarla dall’entità che la possiede. Tuttavia, Bear si rifiuta, incapace di rinunciare al suo desiderio nonostante le terribili conseguenze.

Dopo la morte di Sarah (Megan Lawless) e Ian (Cooper Tomlinson) per mano della versione posseduta di Nikki, Bear decide finalmente di sacrificarsi per annullare il desiderio e salvare Nikki. Anche questa volta, però, la paura prende il sopravvento: prima rinuncia alla pistola e poi tenta di togliersi la vita con delle pillole. L’entità dentro Nikki lo interrompe rompendo una seconda One Wish Willow, ma poco dopo Bear muore e Nikki torna finalmente libera, mentre i titoli di coda iniziano sulle sue urla disperate.

Il finale originale immaginato da Curry Barker sarebbe stato ancora più tragico: il regista aveva considerato un epilogo in stile Romeo e Giulietta, con la morte di entrambi i protagonisti. Barker ha spiegato di aver girato diverse versioni del finale, incluso quello in cui Nikki non sopravvive, ma alla fine ha scelto un epilogo più inquietante, lasciando Nikki viva a confrontarsi con le conseguenze del trauma subito.


Il finale di Obsession è più inquietante proprio perché Nikki sopravvive

Dopo aver girato un finale alternativo in cui Nikki sopravvive, Curry Barker inizialmente pensava di non utilizzarlo. A convincerlo a renderlo il finale ufficiale sono stati il padre, lo sceneggiatore Jeff Barker, e altre persone vicine al regista, secondo cui lasciare Nikki in vita sarebbe stato molto più inquietante. Anche l’attrice Inde Navarrette ha sostenuto questa scelta, spiegando che era importante continuare a seguire il percorso emotivo del personaggio e il dolore che avrebbe dovuto affrontare.

In molti film horror la sopravvivenza del protagonista rappresenta un lieto fine, ma in Obsession accade l’opposto. Nikki riesce a liberarsi dall’entità che la controllava, ma torna profondamente segnata dall’esperienza vissuta. Il suo volto non mostra sollievo, ma paura: ha affrontato qualcosa di traumatico che il pubblico non può comprendere fino in fondo.

La sua situazione è resa ancora più drammatica dalla morte dei suoi amici, avvenuta mentre il suo corpo era sotto il controllo della creatura. Nessuno probabilmente crederebbe alla sua versione dei fatti e Nikki potrebbe essere considerata responsabile degli omicidi, rischiando il carcere o un ricovero psichiatrico.

Per questo il finale scelto da Barker risulta più potente: la vera paura non è la morte, ma il dover continuare a vivere dopo aver subito un trauma impossibile da superare. Nikki sopravvive, ma il suo futuro rimane avvolto nel dolore e nell’incertezza, trasformando la sua salvezza in una condanna psicologica ancora più inquietante.

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