Tutto su Avatar 2, il capolavoro visivo epico di James Cameron

In Terminator, l’assassino cyborg di Arnold Schwarzenegger viene rispedito indietro dal 2029 per sparare pallottole e battute teutoniche sulla brava gente del 1984. Per quasi 40 anni, anche il creatore James Cameron è sembrato un uomo fuori dal suo tempo; un emissario di un futuro prossimo capace di mostrare allo spettatore mondi e personaggi al di là di ogni immaginazione: metalli liquidi, pianeti impossibili, navi più grandi del Ritz. Con Avatar – La via dell’acqua, «Big Jim» compie ancora una volta il prodigio della meraviglia grazie ad un intero mondo blu, più grande e più audace del precedente che detiene dal 2009 il record al box office con 2,802 miliardi di dollari. Con due nomination di peso ai Golden Globe 2023 (miglior film drammatico e il miglior regista), Avatar 2 ha debuttato ieri nelle sale italiane. La favola sci-fi del regista, produttore ed esploratore marino è un capolavoro epico sensoriale con messaggio ecologista e di inclusione. È anche un film di Cameron, e dunque, la trama è semplice: il bene, il male, il destino del mondo libero.

Ambientato dieci anni dopo gli eventi del primo capitolo, Avatar – La via dell’acqua ci riporta nelle lussureggianti foreste di Pandora con Jake Sullivan (Sam Worthington) che è, ormai, un Na’vi a tutti gli effetti. L’ex Marine ha messo su famiglia con Neytiri (Zoe Saldana) e ha con lei quattro figli (tre naturali, una adottata). Ben presto, però, i Sully dovranno affrontare una nuova minaccia dagli Sky People, così per tutelare la tribù di Omaticaya chiedono asilo ai Metkayina, una comunità che abita le coste blu tra una flora e una fauna marina che fa sussultare il pubblico.

Ed ecco, che con gli occhiali 3D ci tuffiamo in un tour di oltre tre ore negli oceani color acquamarina di Pandora: le influenze cameroniane vanno da Titanic passando per The Abyss, con cenni ad Aliens e Terminator 2: Judgment Day. Ma c’è anche (e soprattutto) il Cameron esploratore marino, perché l’acqua non ha inizio o fine.

Avatar – La via dell’acqua, le curiosità sul film:

Avatar – La via dell’acqua è il secondo capitolo di una pentalogia (gli altri sequel s’intitoleranno Il portatore di semi, Il cavaliere di Tulkun Alla ricerca di Eywa).

James Cameron che ha prodotto il film con Jon Landau ha firmato la sceneggiatura con Rick Jaffa e Amanda Silver, a sua volta, basata su una storia che i tre hanno scritto con Josh Friedman e Shane Salerno.

Cameron ha fatto leggere agli scrittori di Avatar 2 oltre 800 pagine di appunti, prima di cominciare a scrivere la sceneggiatura.

Costumi e usanze delle tribù che popolano il pianeta-satellite Pandora sono ispirate alle culture Māori e indigene.

La lingua Na’vi è creata unendo sonorità dell’amarico, lingua ufficiale dell’Etiopia, a quelle di persiano, cinese, indonesiano ed ebraico.

Al momento del provino per il ruolo di Jake Sully, Sam Worthington faceva il muratore e viveva in un’auto.

Per filmare le scene subacquee, Cameron ha fatto costruire un’enorme piscina ai Manhattan Beach Studios dove si trova la sua casa di produzione, Lightstorm.

Kate Winslet ha battuto il record di apnea di Mission: Impossible – Rogue Nation durante le riprese, riuscendo a trattenere il respiro sott’acqua per 7 minuti e 14 secondi contro 6 minuti tondi di Tom Cruise.

Costumi e gioielli dei Na’vi sono reali anche se realizzati in CGI. Sono opera del Premio Oscar, Deborah Scott.

Un pensiero su “Tutto su Avatar 2, il capolavoro visivo epico di James Cameron

  1. Pingback: Terminator 2, la top five dei sequel che sono meglio del film originale | Scarlet Boulevard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...