Squid Game, 6 curiosità pazzesche sulla serie fenomeno di Netflix

È la serie tv del momento. Stiamo parlando di Squid Game, la produzione sudcoreana in 9 episodi scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk che ha debuttato in tutto il mondo su Netflix lo scorso 17 settembre, diventando la nuova hit della piattaforma per aver scalato la Top 10 di oltre 90 Paesi (compresi gli Stati Uniti). Aggiudicandosi un 100% di approvazione su Rotten Tomatoes e le congratulazioni di Jeff Bezos dalla concorrenza Amazon, la serie Netflix si prepara a diventare il più grande successo della piattaforma, superando Bridgerton e La casa di carta.

Un misto tra Parasite e Battle Royale con un pizzico di fantascienza distopica (L’uomo in Fuga di Stephen King, Hunger Games, Rollerball e Death Race 2000), e una spruzzata di horror alla Cube o alla Saw, Squid Game racconta un sadico esperimento sociale a colori pastello, in cui 456 partecipanti si sfidano a vari giochi per bambini ma con colpi di scena mortali, allo scopo di vincere un premio di 45,6 miliardi di won (pari a circa 33,4 milioni di euro). Per quanto perversa e brutale, Squid Game (lett. Il gioco del calamaro) è una parabola sull’estrema competizione in un paese come la Corea del Sud, con il tasso di suicidi più alto del mondo.

Eccovi, 6 curiosità sul survival game di Netflix:

  1. Hwang Dong-hyuk ha rivelato che Squid Game era pronta da più di 10 anni. Secondo il creatore, il primo concept della serie è del 2008, e il primo script dell’anno successivo. Ha condiviso di essere stato ispirato dai manga Liar Game di Shinobu Kaitani e Gambling Apocalypse: Kaiji di Nobuyuki Fukumoto.

2. Tutto in Squid Game ha un significato. Ci riferiamo in particolare alle figure geometriche (il cerchio, il traingolo, il quadrato) impresse in bianco sulle maschere nere che nascondono il volto delle guardie in tuta rossa e rappresentano la gerarchia dell’organizzazione. Hwang Dong-hyuk ha spiegato di essersi ispirato alle formiche, che hanno una gerarchia di lavoro in cui ognuna sa cosa fare e lo esegue come parte di un tutto, per servire la regina (che in questo caso è la mente dell’organizzazione e del gioco): «Il simbolo del cerchio rappresenta i lavoratori, il triangolo è il simbolo dell’esercito, mentre il rettangolo è per il manager».

3. Il creatore dello show si è ispirato a veri giochi della sua infanzia. Ma perché, tra tanti giochi, la scelta è ricaduta proprio su Squid Game? Si tratta difatti del suo gioco preferito da bambino, nonché anche il più fisico tra tutti.

4. Squid Game era, originariamente, pensato per essere un film.

5. La bambola gigante esiste, davvero. La statua infante dagli occhi laser può essere trovata a guardia dell’ingresso di un museo delle carrozze chiamato Macha Land, nella contea di Jincheon, una zona rurale a circa tre ore a nord di Seoul. I produttori dello show hanno preso in prestito la bambola per le riprese, ma da quando poi l’hanno restituita, è risultato mancarle una mano. Questo aneddoto rende la bambola ancora più inquietante.

6. Ci sono state alcune controversie a causa della somiglianza con un manga piuttosto specifico di Muneyuki Kaneshiro intitolato As the Gods Will (Kami-sama no Iu Tōri): in un liceo viene introdotta una bambola Daruma che costringe gli studenti a partecipare a un gioco mortale.

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