24 è una di quelle serie che possono essere legittimamente definite rivoluzionarie. Innanzitutto, per il suo formato: ogni stagione si svolge nell’arco di una sola giornata, con ciascun episodio corrispondente a un’ora. La serie ha inoltre contribuito a inaugurare la tendenza del protagonista maschile tormentato, oggi diventata una costante della televisione: molto prima di Walter White in Breaking Bad o Carmy in The Bear, Jack Bauer -l’iconico agente dell’unità antiterrorismo di Los Angeles interpretato da Kiefer Sutherland – ne aveva già passate di tutti i colori. Eppure, molti fan dell’adrenalinica serie Fox dimenticano che il finale della prima stagione racchiudeva un colpo di scena clamoroso negli ultimi cinque minuti.
Nella prima stagione, Bauer si trova ad affrontare il mercenario Ira Gaines (Michael Massee), che ha tentato di uccidere il candidato alla presidenza David Palmer (Dennis Haysbert). Successivamente, Jack deve vedersela con il mandante di Gaines, Victor Drazen (Dennis Hopper), e con suo fratello Andre (Željko Ivanek). A complicare ulteriormente la situazione c’è una talpa all’interno della sua Unità antiterrorismo.
La talpa si rivela essere Nina Meyers (Sarah Chalke), la collega e amante di Bauer. Nel finale della prima stagione, Teri (Leslie Hope), moglie di Jack, scopre che Nina è la traditrice. Anche Bauer viene a conoscenza della verità e dà inizio a un inseguimento frenetico che si conclude con l’arresto della donna. Ma, proprio quando tutto sembra volgere al termine, Jack scopre che Nina ha sparato a morte a Teri. L’episodio si chiude con Bauer in lacrime, mentre stringe tra le braccia il corpo senza vita della moglie. Un momento sconvolgente, non soltanto perché completamente inaspettato, ma anche perché qualcosa di simile non era mai stato mostrato prima in una serie televisiva generalista. La morte di Teri Bauer avrebbe finito per influenzare le dinamiche delle stagioni successive di 24, cambiando anche le possibilità narrative della televisione in prima serata.
La morte di Teri Bauer in 24 fu inaspettata. Ed è proprio questo il motivo per cui funziona
La morte di Teri nel finale della prima stagione di 24 è così efficace proprio perché, fino a quel momento, nulla lasciava presagire che il personaggio sarebbe stato ucciso. Anzi, gran parte della stagione era stata dedicata alla corsa contro il tempo di Jack per salvare lei e la figlia Kim (Elisha Cuthbert), rapite dagli uomini di Gaines.
Inoltre, Bauer stava cercando di ricucire il rapporto con Teri dopo una separazione. I due aspettavano un altro bambino e volevano ricominciare insieme. A rendere ancora più dolorosa la rivelazione del tradimento di Nina c’era anche il fatto che Jack aveva avuto con lei una breve relazione prima di riconciliarsi con la moglie.
Uccidere un personaggio in quel modo, negando al pubblico il lieto fine a cui era abituato, fu una scelta audace. Eppure, quella svolta avrebbe potuto non verificarsi mai. Il co-creatore di 24 Joel Surnow ha rivelato nel commento al DVD della prima stagione che lui e Robert Cochran avevano scritto anche una versione alternativa del finale, nella quale Jack ritrovava Teri ancora viva. La scena era stata persino girata, ma alla fine decisero di puntare sulla sua morte, perché conferiva maggiore realismo alla storia.
La prima stagione di 24 ha contribuito a spingere la televisione generalista a osare di più
La morte shock di Teri avrebbe aperto la strada ad altre serie televisive pronte a introdurre colpi di scena clamorosi e uccisioni inaspettate. Una scelta narrativa che, con il tempo, è diventata quasi una consuetudine nella serialità contemporanea.
The Good Place, apparentemente ambientata in una sorta di bizzarro aldilà, rivela a un certo punto che i protagonisti sono in realtà intrappolati nel «Luogo Cattivo», una svolta che lasciò a bocca aperta gli spettatori. Lost sembrava costruita proprio su una successione di rivelazioni sorprendenti e morti improvvise: i personaggi morivano, sparivano o cambiavano radicalmente, mentre la misteriosa mitologia dell’isola si faceva sempre più intricata. Anche This Is Us ha disseminato la propria narrazione di colpi di scena, rivelando progressivamente non soltanto la storia di una famiglia, ma anche che il suo patriarca, Jack (Milo Ventimiglia), era morto da tempo.
Dopo la morte di Teri Bauer, anche 24 avrebbe continuato a regalare rivelazioni scioccanti, eliminando personaggi proprio quando gli spettatori meno se lo aspettavano. L’unica morte in grado di eguagliare, per impatto, quella della moglie di Jack fu quella di David Palmer: l’ex presidente venne ucciso da un cecchino nella quinta stagione.
La sua scomparsa fu particolarmente sconvolgente perché Palmer era uno dei personaggi centrali di 24: la prima stagione era incentrata sulla sua campagna elettorale, mentre la seconda e la terza lo avevano visto diventare presidente degli Stati Uniti. Le sue vicende si intrecciavano spesso con quelle di Jack Bauer: proprio come l’agente antiterrorismo, anche Palmer era costretto a prendere decisioni difficili, finendo per alienarsi le persone che gli stavano intorno.
La sua morte, che arriva letteralmente nei primi minuti della première della quinta stagione, intitolata Day 5: 7:00 a.m. – 8:00 a.m., fu un’ulteriore conferma di una regola ormai imprescindibile per gli spettatori: in 24 nessuno era davvero al sicuro.
Nel corso degli anni 24 è diventato un prolifico media franchise: tra il 2005 e il 2007 sono stati prodotti lo spin-off mobile 24: Conspiracy, il videogioco 24: The Game e la webserie The Rookie; nel 2008 è stato tratto il film per la televisione 24: Redemption che si colloca temporalmente tra la sesta e la settima stagione della serie; nel 2014 sono state realizzate la graphic novel 24: Underground e la miniserie 24: Live Another Day che si pongono come sequel degli eventi narrati in 24; infine nel 2016 viene creato lo spin-off 24: Legacy.
Homeland è probabilmente la vera erede di 24
Se 24 ha rivoluzionato il thriller televisivo con il suo conto alla rovescia e le missioni impossibili di Jack Bauer, Homeland ne ha raccolto l’eredità, portandola in una dimensione più psicologica e complessa. Non è un caso: Howard Gordon e Alex Gansa, tra le menti creative della serie con Kiefer Sutherland, sono anche gli artefici dello show con Claire Danes. Due protagonisti tormentati, un mondo in cui nessuno è davvero al sicuro e una tensione costante
La speranza di un sequel di 24
Venticinque anni dopo, Kiefer Sutherland è pronto a tornare nel suo ruolo più iconico: esiste già una nuova idea per rilanciare la serie, sviluppata dagli storici autori Howard Gordon e Joel Surnow. L’attore ha espresso entusiasmo per il progetto, ma manca ancora il via libera ufficiale di Disney.
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