Uno dei peggiori flop dell’estate, il remake live action di Oceania ha raccolto appena il 33% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, uno dei punteggi più bassi mai registrati da un adattamento live action Disney, persino inferiore al 39% di Biancaneve. A differenza di quest’ultimo, però, le critiche non si concentrano soprattutto sul casting o sugli effetti visivi. Il problema principale è la mancanza di originalità: il film ripropone quasi senza variazioni la storia dell’originale, conserva gran parte delle canzoni e delle scene d’azione e riporta Dwayne Johnson nel ruolo di Maui. Paradossalmente, molti recensori non lo considerano nemmeno un brutto film, quanto piuttosto un remake fin troppo fedele all’originale. Un limite ancora più evidente se si considera che Oceania del 2016 aveva conquistato il 95% dalla critica e l’89% dal pubblico su Rotten Tomatoes.
A rendere l’operazione ancora più discutibile è la distanza ravvicinata con Oceania 2, il sequel animato uscito alla fine del 2024 e capace di superare il miliardo di dollari al box office mondiale. Un successo che aveva già confermato quanto il pubblico, soprattutto quello più giovane, fosse ancora affezionato a Vaiana, Maui e al loro universo. Il remake arriva quindi quando l’originale è ancora molto presente nell’immaginario degli spettatori, senza offrire abbastanza di nuovo per giustificare il ritorno sul grande schermo.
Le creature animate più amate sembrano strane nel CGI live-action
Nel film originale, Heihei, Pua e Tamatoa erano tra i personaggi più amati dal pubblico. Nel remake, invece, il CGI estremamente realistico avrebbe fatto perdere loro parte del fascino. Tamatoa appare persino inquietante, mentre Heihei e Pua sembrano fuori posto e meno divertenti rispetto alla versione animata.
Il cast non ha il fascino dell’originale animato
Le interpretazioni più apprezzate sono quelle di Catherine Laga’aia, nei panni di Vaiana, soprattutto durante le canzoni, e Rena Owen, nel ruolo di Nonna Tala. Il resto del cast, secondo diversi critici, non riesce però a ricreare il calore e la naturalezza dell’originale. Alcuni dialoghi vengono giudicati persino troppo meccanici e poco spontanei.
Il massiccio uso del CGI lo rende più un’animazione che un live-action
Uno dei problemi del remake è l’enorme quantità di effetti digitali. Heihei e Pua sono interamente realizzati in CGI, così come Maui quando si trasforma. In alcune scene, secondo i recensori, questo crea un effetto straniante e fa sembrare il film più un’animazione che un vero live-action. Il risultato solleva quindi la stessa domanda già posta per Il Re Leone: che senso ha rifare in live-action un film che rimane in gran parte digitale?
Il Maui di Dwayne Johnson funzionava meglio nell’animazione
Dwayne Johnson è tornato nel ruolo di Maui, che aveva già doppiato nel film originale. Sebbene la sua voce e le sue canzoni continuino a funzionare, diversi critici trovano la sua presenza fisica meno convincente rispetto al Maui animato. Anche la sua interpretazione viene giudicata meno coinvolta e spontanea, quasi come se stesse semplicemente riproponendo le battute già recitate nel primo film.
Il film non cambia abbastanza da giustificare un remake
La critica principale riguarda però la totale mancanza di novità. Il remake segue quasi scena per scena il film originale, senza introdurre cambiamenti sostanziali nella storia. Per molti recensori, a meno di dieci anni dall’uscita dell’animazione, non c’era quindi una reale necessità di rifarla. Il successo di altri remake come Dragon Trainer e Lilo & Stitch dimostra che il problema non è necessariamente il concetto di live-action, ma la sensazione che Oceania sia stato realizzato soprattutto per ragioni commerciali.
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