Venticinque anni dopo lo sfolgorante debutto con Is This It, The Strokes tornano con un nuovo album prodotto da Rick Rubin: Reality Awaits, il loro settimo. Ecco, classifica di tutti i dischi della indie rock revival band (dal peggiore al migliore).
7. The New Abnormal (2020)
L’album parte alla grande con The Adults Are Talking, uno dei brani migliori della band, ma, fatta eccezione per qualche momento e per la ballad finale Ode to the Mets, il disco appare meno incisivo. Melodie e riff interessanti non sempre trovano una struttura convincente, mancando sia la precisione degli esordi sia la sperimentazione dei lavori successivi.
6. Reality Awaits (2026)
Reality Awaits mostra gli Strokes in una fase più matura e riflessiva, lontana dall’urgenza degli esordi. Ricco di voci filtrate con l’Auto-Tune e testi incisivi, il settimo album della rock band è cupo, straniante e completamente immerso nella propria dimensione.
5. Angles (2011)
L’album, nato da un processo creativo piuttosto travagliato, alterna momenti riusciti e altri meno convincenti. Spiccano Machu Picchu, con il suo funk chitarristico, Under Cover of Darkness, trascinata da un riff irresistibile, e la raffinata svolta synth-pop di Life Is Simple in the Moonlight. Meno riuscita, invece, la pesante You’re So Right.
4. Comedown Machine (2013)
Il disco è probabilmente l’album più bizzarro degli Strokes e, pur non riuscendo sempre nella sua sperimentazione, offre momenti sorprendenti. Spiccano One Way Trigger, tra Auto-Tune, sonorità rétro e chitarre armonizzate, 80’s Comedown Machine, più elettronica e pulsante, e la suggestiva Call It Fate, Call It Karma.
3. First Impressions of Earth (2005)
Il terzo album degli Strokes viene spesso considerato l’inizio del declino, ma in realtà conserva una notevole qualità. Pur non raggiungendo i livelli dei primi due dischi, offre brani memorabili come You Only Live Once, energica perla pop guidata dal riff, e la più ruvida Juicebox.
2. Room on Fire (2003)
Room on Fire è spesso considerato superiore a Is This It, anche se il primo album resta insuperabile per essenzialità e immediatezza. Il secondo disco, però, si avvicina molto ai suoi livelli, grazie soprattutto a Reptilia, uno dei brani più iconici degli Strokes, e a perle di guitar-pop come 12:51 e Under Control.
1. Is This It (2001)
Is This It è l’album d’esordio che trasformò gli Strokes in un fenomeno, confermando l’enorme hype costruito intorno alla band. Dietro l’apparente semplicità e il sound lo-fi si nasconde una scrittura precisissima, sostenuta da chitarre intrecciate e influenze dei Television. Brani come Someday e Last Nite mostrano un irresistibile cuore pop, mentre l’energia di Take It or Leave It chiude un disco diventato un punto di riferimento dell’indie rock.
Leggi anche:









