Dopo cinque fottute stagioni The Boys, la serie ideata da Eric Kripke per Prime Video, ha chiuso i battenti, stronzi! Il finale della sanguinosa e sboccata satira sui supereroi, difficilmente, avrebbe potuto mettere d’accordo tutti i fan. Alcuni spettatori hanno criticato la quinta e ultima stagione per aver dedicato troppo spazio alla costruzione del futuro spin-off prequel Vought Rising, sacrificando in parte la chiusura della storia principale. Altri hanno ritenuto che la stagione non avesse la giusta portata narrativa, soprattutto considerando che gli Stati Uniti si trovano ormai sotto il controllo di Homelander (Patriota) e del suo esercito di super. Anche l’episodio conclusivo della serie, “Blood and Bone”, ha diviso il pubblico, in particolare i lettori dei fumetti originali di Garth Ennis e Darrick Robertson.
Il finale della serie The Boys
L’episodio è incentrato sullo scontro finale tra i Boys e Homelander (Antony Starr), con Billy Butcher (Karl Urban) deciso a porre fine alla sua nemesi una volta per tutte. Grazie all’intervento di Kimiko (Karen Fukuhara), che acquisisce le stesse capacità radioattive di Soldatino (Jensen Ackles), e all’aiuto decisivo di Ryan (Cameron Crovetti), il figlio di Homelander, quest’ultimo viene privato dei suoi poteri. A quel punto Butcher lo affronta in un combattimento brutale, lo massacra e conclude lo scontro impalandone la testa con un piede di porco.
Dopo il massacro nello Studio Ovale, il gruppo celebra la vittoria. Butcher propone a Ryan di partire insieme e lasciarsi tutto alle spalle, ma il ragazzo lo respinge duramente, ricordandogli che anche lui ha commesso atrocità e che non vuole più avere alcun rapporto con lui.
Distrutto, Butcher si ritira nella sua stanza in cerca di conforto dal suo fedele cane Terror, solo per scoprire che l’animale è morto nel sonno. La perdita di Ryan e quella di Terror, avvenute a distanza di poche ore, lo spingono definitivamente oltre il limite. Convinto che il mondo non possa mai essere davvero al sicuro finché esisteranno i Supes, decide di portare a termine il suo piano e utilizzare il virus capace di sterminarli.
Seguendo le sue tracce, Hughie comprende le sue intenzioni e lo raggiunge alla Vought Tower. I due si affrontano nella sala riunioni dei Sette. Hughie tenta disperatamente di convincere l’amico a fermarsi, ma il confronto degenera rapidamente in uno scontro fisico. Dopo averlo messo al tappeto, Butcher punta l’arma contro di lui ed è sul punto di premere il grilletto. Tuttavia, all’ultimo istante esita: i ricordi di suo fratello riaffiorano e la sua determinazione vacilla. È proprio quel momento di incertezza a permettere a Hughie di recuperare la pistola e sparargli.
Ferito mortalmente, Butcher rassicura l’amico con le sue ultime parole. Gli dice che non si sarebbe mai fermato e che Hughie ha fatto la scelta giusta. Poco dopo, muore tra le sue braccia.
In seguito, i Boys si riuniscono per dare l’ultimo saluto al loro leader e amico. Con la minaccia dei Supes ormai alle spalle, ognuno prende una strada diversa.
MM si sposa, con Ryan al suo fianco nel ruolo di testimone. Kimiko decide finalmente di viaggiare, visitando i luoghi e assaggiando i cibi di cui aveva parlato per anni con Frenchie. Hughie e Annie aprono un negozio di elettronica che, in realtà, funge da copertura per le attività di Starlight come supereroina indipendente. La coppia, inoltre, è in attesa del loro primo figlio, simbolo di un futuro finalmente libero dalle ombre che hanno segnato le loro vite.
Molti fan dei fumetti si aspettavano però un epilogo diverso, con un ruolo centrale per Black Noir, personaggio fondamentale nella storia originale.
Come finisce il fumetto di The Boys
Nei fumetti di The Boys, Black Noir appare per gran parte della narrazione come una figura silenziosa, enigmatica e terrificante. Solo nel finale viene rivelata la verità: Noir è in realtà un clone di riserva di Homelander, creato dalla Vought come misura di sicurezza nel caso il supereroe più potente del mondo fosse diventato incontrollabile.
La rivelazione è ancora più sconvolgente perché è proprio Black Noir il responsabile di molte delle atrocità attribuite per anni a Homelander, compreso lo stupro della moglie di Butcher. Durante l’assalto finale alla Casa Bianca, Homelander viene affrontato e ucciso dal suo stesso clone. Successivamente, Billy Butcher elimina a sua volta Black Noir, portando a termine la sua sanguinosa vendetta e chiudendo definitivamente il cerchio della sua guerra contro i Super.
Nei fumetti, Billy Butcher è determinato fin dall’inizio a portare a termine il suo piano: sterminare tutti i Supes attraverso un virus letale. Quando il resto dei Boys scopre le sue intenzioni, cerca disperatamente di fermarlo, convinto che il prezzo da pagare sarebbe troppo alto.
Butcher, però, non è disposto a lasciare che qualcuno si metta sulla sua strada. Prima di partire per diffondere il virus su scala globale, elimina brutalmente Mother’s Milk, Frenchie e Kimiko, colpevoli ai suoi occhi di aver tentato di ostacolarlo. L’unico a sopravvivere è Hughie, l’amico e protetto che per anni aveva considerato quasi un fratello.
Lo scontro finale tra i due avviene sull’Empire State Building. Dopo una violenta battaglia, Butcher rimane gravemente ferito, ma riesce comunque a mettere Hughie di fronte a una scelta impossibile. Nel tentativo di spingerlo oltre ogni esitazione, gli rivela — mentendo — di essere stato lui a uccidere i suoi genitori durante il loro viaggio all’estero all’inizio della storia. Poi ribadisce che non rinuncerà mai al suo progetto di genocidio contro i Supes e che continuerà a perseguirlo fino all’ultimo respiro.
A quel punto Hughie comprende che non esiste più alcuna possibilità di salvarlo. Con enorme dolore, prende la decisione che Butcher desiderava da sempre: lo uccide.
Mentre esala il suo ultimo respiro, Butcher sorride. In fondo, aveva sempre saputo che sarebbe stato Hughie a fermarlo. E, a modo suo, era esattamente il finale che aveva scelto per sé stesso.
Le modifiche
«Sapevamo che non volevamo che Butcher uccidesse tutti i Boys», ha dichiarato lo showrunner Eric Kripke a TheWrap. «L’idea che fosse l’unico sopravvissuto non ci convinceva. È una dimostrazione di quanto siano diversi i due media: quando realizzi una serie televisiva, stringi un patto con il pubblico attraverso questi personaggi. Gli spettatori si affezionano a loro e non puoi semplicemente eliminarli in modo arbitrario. Per questo motivo, non avremmo mai seguito quella strada.»
Di conseguenza, gran parte del finale della serie prende una direzione molto diversa rispetto ai fumetti. Homelander, ad esempio, non deve mai confrontarsi con la rivelazione dell’esistenza di un suo clone segreto, elemento centrale invece nella storia originale. E, cosa forse ancora più sorprendente, Butcher sembra disposto ad accettare che la morte di Homelander rappresenti la conclusione della sua lunga ossessione, soprattutto dopo aver immaginato un possibile futuro accanto a Ryan.
Anche il confronto finale tra Butcher e Hughie alla Vought Tower assume un significato diverso. Sebbene Butcher sembri deciso a portare avanti il suo piano genocida contro i Supes, durante lo scontro appare evidente che qualcosa cambia dentro di lui. Proprio nel momento in cui spinge Hughie oltre ogni limite, sembra prendere la decisione di rinunciare definitivamente alla sua crociata.
Le sue ultime parole a Hughie assumono così un valore ancora più profondo. Mentendo e sostenendo che non si sarebbe mai fermato, Butcher offre all’amico la giustificazione necessaria per compiere l’atto che lui stesso non riesce più a portare a termine. È il suo ultimo regalo: permettere a Hughie di credere di aver fatto l’unica scelta possibile.
Per una serie spesso brutale, cinica e spietata, The Boys riesce così a concludersi con una nota sorprendentemente più luminosa rispetto ai fumetti. Dove l’opera originale si chiude nel sangue e nella disperazione, la serie televisiva lascia spazio alla redenzione, alla speranza e alla possibilità di un futuro migliore per i suoi protagonisti.
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