Odissea, i 7 effetti pratici più spettacolari del kolossal di Nolan

Incassi da record al box office per il kolossal di Christopher Nolan che supera i 650 milioni di dollari globali. Per realizzare un adattamento il più possibile fedele all’Odissea di Omero, il regista ha ridotto al minimo l’uso della CGI, privilegiando effetti pratici, scenografie reali e riprese in esterni. Insieme alla scenografa Ruth De Jong, Nolan ha trasformato il mondo nel set del film, girando in sei Paesi (Marocco, Grecia, Italia, Islanda, Scozia, Stati Uniti) e affrontando un’impegnativa produzione tra mari, montagne e location naturali, con le ingombranti cineprese IMAX sempre al seguito.

Le creature mitologiche del poema sono state portate sullo schermo grazie a pupazzi, protesi, trucchi prospettici e altri effetti pratici, mentre la computer grafica è stata utilizzata solo per rifinire alcuni dettagli e integrare le scene. Il risultato è un kolossal fantasy epico che punta sul realismo e sull’impatto visivo delle riprese dal vivo, dimostrando come, secondo Nolan, l’autenticità degli effetti pratici possa ancora superare la spettacolarità della CGI.

La nave e il viaggio di Ulisse

Il viaggio dei guerrieri greci attraverso il Mar Mediterraneo non è stato girato in una vasca di posa o in uno studio controllato. Cast e troupe hanno navigato davvero in mare aperto a bordo di imbarcazioni reali, trasportando persino le ingombranti cineprese IMAX.

La scenografa Ruth De Jong ha recuperato una nave vichinga lunga circa 35 metri proveniente da Stavanger, in Norvegia. Il team di produzione l’ha trasformata in un’autentica nave da guerra greca aggiungendo vele e remi realizzati a mano, oltre a dettagli in bronzo. Durante le riprese, l’imbarcazione ha viaggiato dalla Scozia al Marocco.

Girare in mare aperto ha permesso di catturare momenti spontanei e autentici: gli attori hanno affrontato davvero le onde e gli spruzzi del mare. In una scena, un gruppo di delfini è comparso casualmente nell’inquadratura, un momento irripetibile che non sarebbe stato possibile ricreare in uno studio.


La caverna del Ciclope

Durante il viaggio di ritorno, Ulisse e i suoi uomini rimangono intrappolati nella grotta del Ciclope mangiauomini. Queste scene sono state girate nella vera Grotta di Nestore, nella regione greca del Peloponneso, un luogo strettamente legato alla mitologia ellenica.

La produzione ha trasformato la caverna in un gigantesco set naturale, sfruttando la sua enorme sala interna e la volta alta quasi 30 metri. Le riprese si sono rivelate particolarmente difficili: cast e troupe hanno dovuto trasportare a mano attrezzature e scenografie lungo il sentiero di montagna, mentre migliaia di api sorvegliavano l’ingresso della grotta. All’interno regnavano un buio opprimente e un forte odore dovuto alle quaranta pecore presenti nella scena.

«Sì, dopo un po’ è diventato davvero umido e maleodorante», ha raccontato Nolan a Empire. «Ho costruito molte caverne nei miei film, ma girare in una grotta vera è completamente diverso. Quando il masso chiude l’ingresso e rimani al buio, la sensazione è incredibilmente opprimente. Ha dato alla scena un realismo unico.»

Proprio queste difficoltà hanno contribuito a creare sullo schermo un’atmosfera autentica e inquietante.


L’invasione di Troia

Nella spettacolare sequenza dell’assalto finale a Troia, il fuoco divora la città mentre le sue torri crollano tra le fiamme.

La scena è stata realizzata con enormi effetti pirotecnici controllati che hanno impressionato perfino gli attori. In un’intervista a Entertainment Weekly, Matt Damon e Tom Holland hanno raccontato di essere rimasti sbalorditi dalle dimensioni della produzione. Damon ha ricordato la presenza di migliaia di persone sul set, tra interpreti, stuntman e membri della troupe.

Holland, che interpreta Telemaco, ha raccontato di essere rimasto affascinato dalla precisione con cui il team riusciva ad accendere e spegnere gli incendi: «Era incredibile. Bastava praticamente aprire e chiudere un rubinetto.»

Pur essendo meticolosamente pianificata e controllata, la sequenza trasmette sullo schermo una sensazione di caos assoluto.


I Lestrigoni

Durante una tappa del viaggio, Odisseo e i suoi uomini approdano sull’isola dei Lestrigoni, giganteschi cannibali.

Per dare loro un aspetto colossale, Nolan ha utilizzato la tecnica della prospettiva forzata anziché affidarsi alla computer grafica. Come ha raccontato Matt Damon nel podcast Happy Sad Confused, i Lestrigoni erano interpretati da stuntman alti oltre 2,10 metri, mentre i guerrieri greci erano impersonati da controfigure alte meno di 1,50 metri.

Grazie a inquadrature dal basso e a un’attenta composizione delle scene, sullo schermo i Lestrigoni sembrano alti almeno quattro volte più di Odisseo e dei suoi compagni.


Le trasformazioni di Circe

Una delle scene più inquietanti del film è quella in cui la maga Circe trasforma i guerrieri greci in maiali.

La sequenza è stata realizzata attraverso effetti pratici: Samantha Morton ha lavorato con protesi e modelli modellabili che simulavano la deformazione dei volti e dei corpi degli uomini mentre li trasformava in animali.

L’attrice ha raccontato a SyFy che, durante le riprese, arrivava a dimenticare di stare recitando accanto a pupazzi e protesi, tanto era immersa nel personaggio.

Secondo quanto riferito, la sua interpretazione è stata accolta da un applauso spontaneo della troupe, un evento rarissimo sui set di Nolan. Il regista ha ricordato che non accadeva dai tempi della straordinaria interpretazione di Heath Ledger nei panni del Joker ne Il cavaliere oscuro.


Il cavallo di Troia

L’episodio del Cavallo di Troia è stato realizzato quasi interamente senza trucchi digitali.

La produzione ha costruito un enorme cavallo di legno alto circa 11 metri, trasportato in pezzi fino a una spiaggia del Marocco e assemblato direttamente sul posto. Progettato per essere realmente movimentato, il gigantesco manufatto è stato trainato da centinaia di comparse fino alla città di Troia, dove è stato issato davanti alla torre di Atena.

Per girare le scene all’interno del cavallo, Christopher Nolan, il direttore della fotografia e gli attori sono entrati davvero nella struttura, rimanendovi per diverse ore durante le riprese.

«Quella sensazione di claustrofobia è nata in modo del tutto naturale», ha raccontato Matt Damon a GamesRadar+. «Se l’avessimo pianificata a tavolino, non avrebbe avuto la stessa energia.»


Polifemo, il Ciclope

Anche il gigantesco Polifemo è stato realizzato privilegiando gli effetti pratici.

La produzione ha costruito un enorme pupazzo alto circa 18 metri, trasportato fino alla Grotta di Nestore e utilizzato nelle inquadrature più ampie del Ciclope. Solo successivamente il modello è stato rifinito con un uso minimo della CGI.

Questa combinazione di effetti pratici e interventi digitali, resa celebre già da Jurassic Park nel 1993, continua a offrire un risultato più realistico rispetto a un personaggio creato interamente al computer.

La presenza del pupazzo ha inoltre dato agli attori un vero riferimento fisico durante le riprese. Per i primi piani di Polifemo, invece, è stato impiegato l’attore e performer Bill Irwin, la cui interpretazione è stata poi integrata con gli effetti visivi per fondersi con le immagini dei guerrieri e delle pecore all’interno della caverna.

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2 pensieri su “Odissea, i 7 effetti pratici più spettacolari del kolossal di Nolan

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