La Mummia di Lee Cronin non è un horror con Brendan Fraser. È molto più maledetto

“BRENDAN FRASER NON È IN THE MUMMY DI LEE CRONIN” A due settimane dall’uscita del nuovo film su La Mummia, tratto dalla storia originale di Nina Wilcox Putnam e Richard Schayer, l’account ufficiale di Blumhouse ha pubblicato ripetuti messaggi per chiarire che Brendan Fraser non appare nell’ultima versione, smentendo le speculazioni legate al blockbuster del 1999. Il regista, reduce dal successo de La casa – Il risveglio del male, reinterpreta il franchise in chiave completamente diversa rispetto ai precedenti capitoli. Non c’è più il classico Imhotep che risorge dalla morte, ma una storia orientata al body horror, più cupa, violenta e putrida. La Mummia di Lee Cronin si concentra su temi disturbanti come rapimenti, possessione e torture, allontanandosi dal materiale avventuroso delle origini.

Cosa succede ne La Mummia di Lee Cronin (Attenzione, Spoiler)?

Il film si apre con il rapimento della piccola Katie Cannon, 8 anni, dal giardino della casa al Cairo dove vive con la famiglia. Nonostante le ricerche della polizia, la bambina scompare senza lasciare tracce. Otto anni dopo, la famiglia si è trasferita negli Stati Uniti, ad Albuquerque, e ha cercato di ricostruire la propria vita.

La svolta arriva quando Charlie e Larissa ricevono una chiamata: Katie è stata ritrovata dopo essere stata riesumata da un sarcofago antico di 3.000 anni. I genitori volano in Egitto, ma il ricongiungimento è tutt’altro che rassicurante: la ragazza appare mummificata, catatonica e profondamente inquietante.

Col passare del tempo, Katie inizia a manifestare comportamenti sempre più violenti e inspiegabili, fino a trasformarsi in una presenza apertamente demoniaca. A indagare sul caso è la detective Dalia, che scopre la verità: Katie è stata rapita da una figura nota come il “Mago”, che l’ha trasformata in un contenitore per un antico male chiamato Nasmaranian.

La possessione si diffonde in modo sempre più distruttivo, coinvolgendo anche i fratelli della ragazza, spingendo la situazione verso una spirale di orrore e mutilazione. Il film, infatti, abbandona rapidamente qualsiasi tono avventuroso per immergersi in un horror corporeo estremo e sempre più brutale.

Nel finale, Cronin costruisce una resa dei conti in stile La Casa di Sam Raimi, carica di violenza e sacrifici emotivi. Anche se il climax introduce una nota più “sentimentale”, il risultato resta cupo: il male non viene semplicemente sconfitto, ma trasmesso, suggerendo che la maledizione continui a ripetersi.

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