Anche se il nome di Ed Gein può non dirti nulla, è quasi certo che tu conosca parte della sua storia. I suoi crimini raccapriccianti hanno infatti ispirato alcuni dei personaggi più iconici dell’horror moderno: Norman Bates in Psycho, Leatherface in Non aprite quella porta e Buffalo Bill ne Il silenzio degli innocenti.
La nuova stagione dell’antologia Monster, firmata da Ryan Murphy e Ian Brennan e in arrivo il 3 ottobre su Netflix, si concentrerà proprio sul cosiddetto “Macellaio di Plainfield” con il titolo Monster: La storia di Ed Gein.
A interpretare Gein è l’attore inglese Charlie Hunnam, che ha raccontato il profondo lavoro di trasformazione fisica e psicologica intrapreso per calarsi nel ruolo. Particolare attenzione è stata dedicata alla voce: Hunnam ha voluto conferirle un tono “etereo”, quasi infantile, in contrasto con la sua corporatura adulta. Nonostante la scarsità di registrazioni originali, l’attore è riuscito a recuperare un’audio-intervista di 70 minuti, realizzata la notte dell’arresto, che è diventata la sua principale fonte d’ispirazione.
I crimini di Gein — profanazioni di tombe, omicidi e mutilazioni di cadaveri — furono così scioccanti da sconvolgere la tranquilla comunità di Plainfield, Wisconsin, quando lui stesso li confessò nel 1957. Eppure, la sua vera notorietà arrivò solo nel 1989, cinque anni dopo la morte, con la pubblicazione di Deviant: The Shocking True Story of the Original “Psycho” di Harold Schechter, il libro che divenne il punto di riferimento del classico di Alfred Hitchcock.
Da allora, Gein è rimasto una presenza inquietante nell’immaginario collettivo. Parte del fascino che continua a esercitare deriva dal contrasto tra la sua immagine pubblica — un uomo qualunque, un contadino silenzioso del Midwest — e l’abisso di orrore che celava dietro le mura della sua fattoria. Una doppia vita che alimenta ancora oggi la domanda più perturbante: come può l’ordinario trasformarsi nell’inaudito?
La doppia vita di Ed Gein: babysitter di giorno e killer efferato di notte
Pochi immaginerebbero che Ed Gein, destinato a diventare uno dei criminali più agghiaccianti d’America, negli anni ’40 e ’50 si mantenesse come tuttofare e babysitter di fiducia nel Wisconsin. Intratteneva i bambini con giochi di prestigio, li lasciava a bocca aperta con i suoi racconti di cannibali e, d’estate, li accompagnava persino a mangiare il gelato — il volto rassicurante dietro cui si celava un orrore indicibile.
Sebbene molti credano che Gein fosse un serial killer, fu condannato solo per due omicidi, nonostante la polizia avesse trovato numerosi resti appartenenti a nove corpi. Fu mandato al Central State Hospital for the Criminally Insane e successivamente al Mendota State Hospital, invece che in prigione. Gein morì di cancro al Mendota State Hospital all’età di 77 anni, nel 1984.
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