Chi vincerà Cannes 2026? Ecco, il TotoPalma

Secondo la stampa accreditata, la corsa alla Palma d’Oro 2026 appare tra le più aperte degli ultimi anni. Le principali testate concordano però su alcuni titoli che, dopo le prime proiezioni sulla Croisette, sembrano avere un vantaggio critico e simbolico sugli altri.

Tra i favoriti assoluti emerge “Hope” del sudcoreano Na Hong-jin. Le riviste britanniche e i bookmaker anglosassoni lo indicano come il film più forte del concorso grazie alla sua ambizione visiva e alla capacità di unire cinema d’autore e tensione narrativa. Anche diversi critici americani hanno sottolineato come il film incarni il nuovo orientamento internazionale del festival, sempre meno centrato su Hollywood.

Grande entusiasmo anche per “Fatherland” del polacco Paweł Pawlikowski. Il quotidiano britannico The Times lo ha definito uno dei lavori più intensi presentati quest’anno, lodando l’eleganza della regia e la riflessione storica sul dopoguerra tedesco. Nei forum critici e nelle aggregazioni delle recensioni internazionali il film compare stabilmente tra i primi tre titoli meglio valutati.

La stampa francese guarda invece con particolare attenzione a “Histoires parallèles” dell’iraniano Asghar Farhadi. Secondo diversi osservatori francesi, il film avrebbe ricevuto una delle accoglienze più calorose del festival, con lunghi applausi e recensioni entusiaste soprattutto per l’interpretazione di Isabelle Huppert.

Restano in corsa anche “All of a Sudden” del giapponese Ryusuke Hamaguchi e “Minotaur” del russo Andrey Zvyagintsev, entrambi sostenuti da una critica molto compatta. Secondo diversi osservatori, la giuria guidata da Park Chan-wook potrebbe privilegiare proprio un cinema radicale e autoriale, premiando opere di forte identità estetica.

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