Il diavolo veste Prada 2: come la costumista Molly Rogers omaggia Armani e rivisita il maglioncino ceruleo

A vent’anni da quando Il diavolo veste Prada ha insegnato al mondo il significato del colore ceruleo attraverso una memorabile stroncatura di un maglione a trecce, la mefistofelica direttrice di Runway, Miranda Priestly, torna sul grande schermo insieme alla sua più deludente protetta, Andy Sachs. Con Anne Hathaway e Meryl Streep che riprendono i rispettivi ruoli di Miranda e Andy, e con Emily Blunt e Stanley Tucci di ritorno a completare los torico quartetto, l’entusiasmo per il tanto atteso sequel è stato palpabile sin dal suo annuncio.

Per curare il vortice di look firmati dagli stilisti presenti nel film, la costumista Molly Rogers che ha preso il posto della sua amica Patricia Field.

Miranda fa un’entrata trionfale a un gala indossando un abito rosso su misura di Balenciaga, completato da una scarpa slingback coordinata, anch’essa rossa, che viene mostrata in primo piano prima della rivelazione dell’abito da ballo ispirato agli archivi, realizzato in silk super taffeta.

Il percorso ventennale nella moda di Andy è invece più complesso. Il film del 2006 mostrava una trasformazione drastica grazie al personaggio di Nigel (interpretato da Stanley Tucci) e al guardaroba di “Runway”, ma alla fine lei lascia la rivista. Nel sequel, però, si scopre che Andy ha costruito negli anni un guardaroba notevole, anche lontano dall’industria della moda.

Sempre in movimento tra gilet e blazer eleganti, l’estetica attuale di Andy viene descritta come “menswear femminile”;  la vediamo, per esempio, in un completo gessato d’archivio di Jean Paul Gaultier, con gilet a vita stretta e pantaloni dritti.

La trama del sequel vede Miranda e il team di “Runway” cercare di rimediare a un errore editoriale; questo li porta a confrontarsi con Emily Charlton (interpretata da Emily Blunt), ora dirigente da Dior, poiché hanno bisogno degli investimenti pubblicitari della sua azienda.

La moda si intensifica ulteriormente quando il team si sposta da New York a Milano. Miranda, ad esempio, passeggia pensierosa per la città italiana indossando un cappotto nero di paillettes cosparso di gioielli colorati, un look della collezione couture primavera 2026 di Armani Privé. L’ambientazione ha influenzato fortemente questa scelta.

Anche Andy ha il suo momento Armani Privé, indossando una jumpsuit in velluto nero con spalline decorate a forma di cravatta, dalla collezione couture autunno 2024.

Nel sequel ci sono diversi richiami nostalgici al primo film: dagli stivali sopra il ginocchio di Chanel al famigerato maglione ceruleo. Ritrovarlo è stata infatti la sua prima missione una volta ottenuto il lavoro.

“Tutti volevano partecipare a questo film, la visibilità che si ottiene è incredibile,” ha rivelato la costumista a WWD. “Questa volta si trattava più di selezionare tra l’enorme quantità di proposte. E non potrei mai lavorare a qualcosa dove qualcuno entra e dice: ‘Devi usare questo, il personaggio deve portare questa borsa.’ Ho bisogno di libertà. Se lavori da Dior, non indossi solo Dior.”

La versione del maglione ceruleo nel sequel ha subito una modifica, grazie proprio ad Anne Hathaway. Rogers racconta che inizialmente voleva destrutturare il maglione in stile Maison Margiela, ma durante una prova Anne Hathaway ha tagliato le maniche, trasformandolo in un gilet perfettamente in linea con l’estetica menswear del personaggio. Alla fine, il capo è stato riservato per la scena conclusiva, ritenuta la più adatta.

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