Beef 2 mette fine una volta per tutte al dibattito tra Millennials e Gen Z

La seconda stagione dell’acclamata dark comedy segna un cambiamento rispetto alla precedente. La prima stagione della miniserie Netflix ruotava attorno al conflitto tra Amy (Ali Wong) e Danny (Steven Yeun), due americani di origine coreana più o meno coetanei ma provenienti da contesti socioeconomici molto diversi. La loro rivalità, scatenata da un episodio di road rage, diventava sempre più fuori controllo, ma al centro della storia c’era la solitudine esistenziale condivisa tra i due, nonostante le differenze. In questa nuova stagione, invece, l’attenzione si sposta sulle generazioni.


Beef stagione 2 segue il conflitto tra due coppie

La seconda stagione racconta lo scontro tra due coppie: una Millennial e una Gen Z.

  • Josh (Oscar Isaac) e Lindsay (Carey Mulligan) appartengono alla generazione più anziana. Trascorrono le loro giornate a stretto contatto con persone ricche e potenti, mentre gestiscono un country club.
  • Ashley (Cailee Spaeny) e Austin (Charles Melton) rappresentano la Gen Z. Sono dipendenti del club con lavori precari e cercano semplicemente di arrivare a fine mese.

Fin dall’inizio è evidente che i due gruppi vedono il mondo in modo completamente diverso, soprattutto per via della loro posizione sociale e generazionale. Ognuno giudica negativamente lo stile di vita e l’etica lavorativa dell’altro.


Le accuse tra generazioni

Nel corso degli otto episodi, la serie mette in scena i classici stereotipi reciproci:

  • Josh e Lindsay accusano Ashley e Austin di essere pigri, viziati e stupidi.
  • Ashley e Austin definiscono Josh e Lindsay cringe, tossici e avidi.

Entrambe le coppie, però, sono convinte di non avere nulla in comune con la generazione opposta.


Il significato del finale della stagione 2

La serie smonta progressivamente queste convinzioni. Anche se i personaggi sono convinti che le differenze dipendano dall’età, la storia dimostra il contrario: non è la generazione a definire una persona, ma la fase della vita in cui si trova.

Nessuno dei personaggi è davvero pigro o stupido. Gli adulti non sono più corrotti dei più giovani, e i più giovani non sono automaticamente più puri o migliori nelle relazioni. Sono tutti inseriti in un ciclo umano simile, ma in momenti diversi.

Nel finale, Ashley e Austin finiscono per occupare lo stesso ruolo che prima apparteneva a Josh e Lindsay. Ashley diventa general manager del country club e adotta le stesse relazioni superficiali con i clienti. Anche la sua relazione con Austin riflette la stessa insoddisfazione della coppia precedente. Non diventano “meno Gen Z”, ma semplicemente passano alla fase successiva della vita, proprio come era successo ai Millennial prima di loro.


Il simbolismo del ciclo della vita

L’ultima scena mostra i personaggi all’interno del simbolo buddhista del bhavachakra, che rappresenta il samsara, il ciclo continuo della vita e della rinascita.

Il messaggio della serie è che tutti gli esseri umani fanno parte di questo ciclo inevitabile. Ogni generazione guarda le altre pensando di essere diversa o superiore, ma in realtà:

  • la Gen Z diventa Millennial
  • i Millennial diventano Gen X
  • la Gen X diventa Boomer
  • e così via

Il ciclo dell’esperienza umana continua senza interruzioni.


Come Beef va oltre Millennial e Gen Z

Il confronto tra Millennial e Gen Z è particolarmente efficace perché è un conflitto meno esplorato rispetto a quello tra Millennial e Boomer. La Gen Z è entrata da poco nell’età adulta, mentre i Millennial sono ormai nella fascia tra i 30 e i 45 anni. La serie sottolinea come, oggi, la Gen Z stia già assumendo il ruolo che un tempo era attribuito ai Millennial.

Ma Beef non si ferma qui. Anche se il conflitto principale è tra due generazioni, la serie include personaggi di diverse fasce d’età:

  • Chairwoman Park, appartenente alla Silent Generation
  • Dr. Kim, Boomer
  • Gen X, meno presente ma comunque parte del quadro generale

Nel complesso, la serie rappresenta quasi tutte le fasi della vita umana.

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2 pensieri su “Beef 2 mette fine una volta per tutte al dibattito tra Millennials e Gen Z

    • Ho amato molto la prima. La seconda vale comunque la pena vederla, come tutto ciò che genera discussione, anche solo per affinare lo spirito critico. Capisco però che a volte non si riesca a guardare tutto.

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