In Sinners, il film di Ryan Coogler in corsa per 16 Premi Oscar record, la musica non è semplice accompagnamento: è un personaggio a sé stante. Ambientato nel Delta del Mississippi degli anni ’30, l’horror soprannaturale segue i gemelli Smoke e Stack, interpretati da Michael B. Jordan, e il loro giovane cugino Sammie (interpretato dal ventenne cantautore Miles Caton), mezzadro con un talento musicale straordinario. La colonna sonora, firmata dal compositore svedese Ludwig Göransson, è il cuore pulsante della narrazione, capace di fondere blues tradizionale e sperimentazioni sonore contemporanee.
La ricerca del blues autentico
Per creare un sound credibile e intenso, Göransson (che prende il suo nome di battesimo da Ludwig van Beethoven) ha studiato a fondo la storia del blues del Delta, recandosi a Memphis con il padre chitarrista per un vero e proprio tour di ricerca. L’obiettivo era rendere viva la musica di Charley Patton, Robert Johnson e Son House, evitando che suonasse come un reperto storico. Non si trattava di blues urbano, ma di quello primitivo e voce-chitarra, spesso bollato come “musica del diavolo” e trasmesso attraverso le cosiddette race records. Per Göransson, la sfida era duplice: integrare la musica in maniera organica nella storia senza trasformare il film in un musical e rispettare l’autenticità culturale di uno stile musicale leggendario ma documentato solo da registrazioni di qualità limitata.
La Dobro Cyclops del 1932: strumento e simbolo
Gran parte della colonna sonora è costruita attorno alla chitarra resofonica Dobro Cyclops del 1932, la stessa che il personaggio di Sammie porta con sé durante tutto il film. Questo strumento diventa non solo un veicolo musicale, ma un simbolo della tradizione blues che attraversa le generazioni. Göransson e sua moglie Serena, produttrice esecutiva della colonna sonora, si sono trasferiti a New Orleans durante le riprese, garantendo così una presenza quotidiana sul set per seguire da vicino le performance degli attori e guidarli nell’apprendimento degli strumenti.
Collaborazioni e registrazioni dal vivo
Per rendere la musica del film ancora più autentica e contemporanea, Göransson ha radunato musicisti e cantanti di spicco come Brittany Howard, Rod Wave, Raphael Saadiq, James Blake, Cedric Burnside, Rhiannon Giddens, Don Toliver e Lola Kirke. Molte delle tracce sono state registrate dal vivo sul set, con Miles Caton che ha imparato rapidamente a suonare chitarra e bottleneck.
Un esempio emblematico della potenza narrativa della colonna sonora è la scena di I Lied to You, in cui un blues tradizionale del Delta si fonde con talking drums, elementi hip hop, chitarre hendrixiane e un DJ funk, creando un continuum tra passato, presente e futuro della musica afroamericana.
Il blues come identità e conflitto
La musica in Sinners non racconta solo melodie: esplora le tensioni culturali e spirituali della comunità afroamericana dell’epoca. Sammie, soprannominato “Preacher Boy”, incarna il dualismo tra fede cristiana e musica blues, un conflitto condiviso da molti bluesman del Delta come Son House, che in Preaching Blues spiegava come non fosse possibile restare in bilico tra Dio e il Diavolo: bisognava scegliere, o conciliare le due realtà attraverso la musica.
In questo senso, Göransson non si limita a riprodurre un suono d’epoca: traduce in musica la complessità di un’identità culturale divisa tra religione, tradizione e creatività, rendendo la colonna sonora parte integrante della narrazione.
Un compositore tra curiosità e cinema mainstream
Considerato uno dei compositori più influenti e di successo di Hollywood nel XXI secolo, Ludwig ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui due premi Oscar, due Emmy, due Golden Globe e sei Grammy Awards.
Con Sinners, Göransson conferma la sua capacità unica di unire ricerca storica e sperimentazione sonora, mantenendo un profilo di alto livello a Hollywood. Dalla sperimentazione africana in Black Panther all’epicità di Oppenheimer, il pluripremiato compositore svedese dimostra ancora una volta come sia possibile rispettare contesti culturali specifici senza sacrificare l’appeal mainstream, creando opere che sono al contempo autentiche e innovative.
In Sinners, il blues non è mai solo sottofondo: è magia, identità e conflitto, resa possibile grazie all’incontro tra la Dobro Cyclops del 1932, il talento degli interpreti e la visione musicale di Ludwig Göransson.
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