Il silenzio degli innocenti, 10 succulenti retroscena

Il 30 gennaio 1991 approdava nei cinema Il silenzio degli innocenti. Il capolavoro di Jonathan Demme con Anthony Hopkins e Jodie Foster. Tratto sull’omonimo best-seller di Thomas Harris, diventerà il terzo titolo dopo Accadde una notte e Qualcuno volò sul nido del cuculo, ad aggiudicarsi i cinque Oscar più importanti: miglior film, miglior regia, miglior attore, miglior attrice e sceneggiatura di Ted Tally.

Primo (e finora unico) film horror a vincere i Big Five, Il silenzio degli innocenti segue Clarice Starling, giovane agente dell’FBI, incaricata di intervistare il brillante e pericoloso serial killer Hannibal Lecter per ottenere aiuto nella cattura di “Buffalo Bill”. Tra i due nasce un teso gioco psicologico, mentre Clarice affronta i propri traumi per fermare l’assassino prima che colpisca ancora.

Il silenzio degli innocenti, 10 succulenti retroscena

La sfinge testa di morto, celebre lepidottero con un disegno simile a un teschio sul dorso usata per il film, nasconde un’illusione ottica: osservandolo bene, il motivo è composto da sette donne nude, ispirate a un famoso scatto di Salvador Dalí.

Le speciali falene usate nel film furono trattate come star: viaggiarono in prima classe su un aereo speciale, dotato di cabine a temperatura controllata.

Gene Hackman acquistò i diritti del romanzo con l’idea di dirigere e interpretare Hannibal Lecter, ma si ritirò dopo essersi rivisto in Mississippi Burning, non sentendosi più a suo agio nei ruoli violenti. Dopo il ritiro di Hackman, la regia passò a Jonathan Demme.

Demme avrebbe voluto Michelle Pfeiffer nel ruolo di Clarice Starling, ma l’attrice rifiutò perché non interessata a un film così cruento.

Per prepararsi al ruolo, Anthony Hopkins studiò i dossier di noti serial killer, visitò carceri, analizzò casi giudiziari e assistette a udienze per omicidi seriali.

Prima delle riprese, Jodie Foster si allenò presso il centro di addestramento dell’FBI a Quantico.

Il personaggio di Buffalo Bill è una fusione di tre serial killer reali: Ed Gein, che scuoiava le vittime, Ted Bundy, che attirava le donne fingendosi invalido, e Gary Heidnick, che segregava le vittime nel seminterrato di casa.

Hannibal Lecter sbatté raramente le palpebre: Hopkins affinò questo dettaglio studiando gli interrogatori di Charles Manson, ma la vera ispirazione fu un conoscente londinese dell’attore, capace di mettere a disagio chiunque proprio per quello sguardo fisso.

Il disgustoso bozzolo di falena trovato nella gola di una vittima era in realtà fatto di Tootsie Rolls e orsetti gommosi, così da essere commestibile in caso di ingestione accidentale.

L’idea della cella in vetro fu della scenografa Kristi Zea: le sbarre avrebbero ridotto il senso di intimità tra Lecter e Clarice.

L’edificio usato per gli esterni del carcere psichiatrico fu demolito nel 2001, anno che segnava il decimo anniversario dell’uscita del film.

Leggi anche:

Un pensiero su “Il silenzio degli innocenti, 10 succulenti retroscena

  1. Pingback: L’horror conquista gli Oscar (e noi urliamo di gioia) | Scarlet Boulevard

Lascia un commento