La casa di carta, 5 cose che (forse) non sai della serie spagnola più amata di sempre

Tornano le maschere di Salvador Dalí come manifesto di anarchia. Da venerdì 3 aprile, la quarta stagione de La Casa di Carta irrompe su Netflix con Tokyo, Il Professore e le eccitanti maxi-rapine. Aspettando le tute rosse coi nomi di città, le curiosità sulla serie spagnola più amata di sempre.

In origine, i rapinatori dovevano indossare la maschera di Don Chisciotte o di Pablo Picasso. La maschera di Dalì è stata una seconda scelta.

Il tic degli occhiali del Professore è nato per caso, dopo che l’attore Álvaro Morte ha iniziato a regolarli di continuo dato che non li indossa nella vita vera.

La voce narrante non doveva essere di Tokyo (Úrsula Corberó), bensì del Professore ma sarebbe stato troppo autocelebrativo.

In principio, la produzione aveva chiesto di amputare dalla bozza il personaggio misogino di Berlino (Pedro Alonso) per non avere seccature.

View this post on Instagram

#lcdp4 @lacasadepapel 🔥🔥🔥 #Berlín 🦅

A post shared by Pedro Alonso (@pedroalonsoochoro) on

I ladri non dovevano chiamarsi coi nomi di città. Prima di essere Denver, Berlino, Mosca, Rio e Tokyo, i protagonisti nei primi script si identificavano rispettivamente come El Liti, El Dandi, Agustín, El niño e Silene.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...