Yesterday, 15 curiosità su 15 classici dei Beatles che rivivrete nel musical di Danny Boyle

Come sarebbe un mondo senza Beatles? Ce lo dice Danny Boyle (premio Oscar per The Millionaire) nella beatlesiana commedia «Ai confini della realtà», Yesterday. Protagonisti, l’anglo-indiano Himesh Patel e la bella Lily James. A voi, le curiosità sui classici dei Fab4 che riascolterete nell’incursione musical del regista di Trainspotting.

 

 

Paul McCartney ha composto la melodia di Yesterday (1965) in sogno. Al risveglio, corse al pianoforte e suonò il pezzo, per evitare che scivolasse nei recessi della sua mente.

Anche Let It Be (1970) è stato ispirato da un sogno di McCartney: quello in cui apparve la madre defunta, Mary, morta di cancro quando Paul aveva solo 14 anni.

I Want To Hold Your Hand (1963) nacque al pianoforte in uno scantinato di casa Asher a Wimpole Street, dove Lennon e McCartney erano soliti trascorrervi del tempo per comporre i loro pezzi.

Something (1969) è stata la prima canzone dei Beatles scritta da George Harrison a raggiungere la numero 1, ma quando Frank Sinatra l’ha eseguita in concerto, l’ha presentata come “la mia canzone preferita di Lennon / McCartney”.

Hey Jude (1970) era, originariamente, intitolata Hey Jules e rinominata in seguito Hey Jude per motivi fonetici. Fu scritta da McCartney per confortare Julian, il figlio di Lennon, nel momento del divorzio tra il padre e Cynthia Powell.

John Lennon scrisse solo una riga di I Saw Her Standing There (1963), ma senza quella riga probabilmente non sarebbe diventato il classico di oggi.

Carry That Weight (1969) scritta da McCartney contiene pochi versi, che sono stati interpretati in vari modi: un’interpretazione è che si tratti di un’autocommiserazione di McCartney perché, dopo la morte di Brian Epstein, sta portando avanti la band; un’altra sostiene che sia una critica alla coppia Lennon-Ono; secondo la terza versione, invece, i Beatles, dopo la loro fine, non raggiungeranno mai la popolarità che hanno avuto, e dovranno accollarsi il peso delle loro imprese come gruppo anche in futuro nelle rispettive carriere soliste.

Here Comes The Sun (1969) nasce nel giardino della villa di Eric Clapton. Era un giorno di primavera, il sole batteva forte, e proprio in quel momento venne a George Harrison l’ispirazione per questa canzone, dedicata al sole.

The Long And Winding Road (1970) fu composta da Paul McCartney nella sua fattoria in Scozia, ispirato dalle continue tensioni che avvenivano nella band.

Scritta da un Lennon depresso e in sovrappeso, Help! (1965) è ispirata al senso di disagio e di stress che John provava per l’improvvisa notorietà raggiunta con i Beatles.

Il celebre verso «yeah, yeah, yeah»  di She Loves You (1963) è stato suggerito dal papà di Paul McCartney.

A Hard Day’s Night (1964) significa “La notte di una dura giornata” e si riferiva ad un modo di dire usato spesso da Ringo Starr.

La melodia di In My Life (1965) fu ispirata dalla canzone de The Miracles ” You’ve Really Got A Hold On Me “.

All You Need Is Love (1967) fu suonata dai Beatles per la prima volta ad Our World, il primo programma televisivo in diretta planetaria visto da 350 milioni di persone.

L’espressione Ob-La-Di Ob-La-Da (1968) era un intercalare tipico del suonatore di conga nigeriano Jimmy Scott, amico di McCartney. Lennon odiava la canzone, e la chiamava “Paul’s granny shit” (“la canzone di merda della nonna di Paul”), gioco di parole con “granny smith”, famosa varietà di mele.

 

 

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