«Life in plastic, not so fantastic», dietro al fallimento del negozio di Barbie più grande del mondo

Barbie spegne, oggi, 60 candeline rosa pantone. 60 anni nei sogni delle bambine (grandi e piccine) di tutti i continenti, come icona fashion più popolare del mondo. Solo un decennio fa, per celebrare il mezzo secolo della bambola per antonomasia, Mattel le fa erigere una vera e propria fortezza, investendo 30 milioni di dollari nel flagship store di 3400 metri quadrati nel cuore di Huai Hai Road, la via più trendy di Shanghai. Il megastore in questione è il regno di Barbie: sei piani comprensivi di Spa con trattamenti «plasticizzanti», fashion store per essere «pretty in pink», Design Center dove una distesa di touch screen permette di creare il proprio giocattolo personalizzando la bambola con vestiti ed accessori. C’è, persino, un Barbie Lounge dove poter gustare dolciumi griffati Barbie dal celebre cioccolatiere David Laris. Percorrendo i chilometri di moquette fucsia, tra scaffali color bubblegum e migliaia di Barbie di tutti i tipi potreste imbattervi nella scalinata a spirale con le più disparate versioni in rosa della bambola, ognuna nella sua teca di vetro. Ma badate bene, perché «Life in plastic, not so fantastic» (parafrasando la famosa hit degli Aqua). Il mega-negozio di Barbie in China ha chiuso i battenti nel marzo 2011, causa fallimento. Oggi, è stato demolito.

 

 

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