10 classici che non hanno mai ricevuto una nomination all’Oscar
Da Metropolis a C’era una volta in America fino a Shining, scopri i 10 capolavori che l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences non ha mai candidato agli Oscar.
Da Metropolis a C’era una volta in America fino a Shining, scopri i 10 capolavori che l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences non ha mai candidato agli Oscar.
Gli Academy Awards riflettono spesso il gusto e le preferenze del momento più che il reale valore storico dei film. Anche il concetto di “bravura” di un attore è profondamente soggettivo: persone diverse apprezzano qualità e stili interpretativi differenti. Sebbene esistano criteri comunemente usati per valutare la grandezza — come premi, recensioni, opinione pubblica e risultati al botteghino — non esiste una scala oggettiva capace di misurare davvero il talento. Proprio per questo motivo, alcune vittorie agli Oscar continuano a far discutere. Ecco quindi 10 attori che, secondo molti critici e spettatori, non meritavano la statuetta ricevuta.
Oggi è l’8 marzo, Festa della Donna. Un ottimo modo per celebrarla è riflettere sulle storie ispiratrici che hanno lasciato un segno duraturo nel mondo. Che siano state avvocate, giornaliste o artiste, le donne hanno guidato movimenti fondamentali che hanno contribuito ad aprire la strada alle generazioni di oggi. Ecco, 10 biopic dedicati a donne straordinarie…
Gli Oscar riflettono spesso il gusto e le preferenze del momento più che il vero valore storico dei film. Per questo alcune grandi interpretazioni vengono ignorate perché non rientrano nei criteri dominanti dell’epoca. Con il tempo, però, molte di queste esclusioni diventano evidenti e mostrano che il premio non sempre riconosce le performance più significative. Ecco, quindi la classifica delle 10 interpretazioni più iconiche snobbate dall’Academy.
L’analisi del finale ambiguo di Triangle of Sadness, capolavoro satirico del regista svedese Ruben Östlund, al suo debutto in lingua inglese. Il film segue una coppia di celebrità durante una crociera di lusso, dove gli ospiti più facoltosi si ritrovano bloccati su un’isola, costretti a lottare per la sopravvivenza. Vincitore della Palma d’Oro a Festival di Cannes 2022, il film ha ottenuto tre nomination agli Oscar: Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Originale.
Impossibile dimenticare l’iconico striptease di Kim Basinger sulle bollenti note di You Can Leave Your Hat On di Joe Cocker. Uscito nel 1986, 9 settimane e ½ è uno dei titoli di punta del cinema erotico degli anni Ottanta. Diretto da Adrian Lyne e interpretato da Basinger accanto a Mickey Rourke, il film è diventato nel tempo un vero e proprio cult, ricordato soprattutto per le sue scene S&M.
Come è stata girata la scena del “peggior bagno di tutta la Scozia” nel cult di Danny Boyle.
Se avete la sensazione che Jessie Buckley sia ovunque, tranquilli: non è un’impressione, è proprio così. Tra una standing ovation e l’altra per Hamnet – performance definita già iconica e con profumo di Oscar nell’aria – e l’hype alle stelle per The Bride, l’attrice irlandese sta conquistando red carpet e prime pagine senza perdere un colpo. Da promessa del cinema indie a protagonista assoluta della stagione dei premi, Buckley ha costruito una carriera a colpi di scelte coraggiose e interpretazioni che ti restano addosso. Madre devastata dal dolore? Ribelle punk fuori dagli schemi? Donna sull’orlo di una crisi esistenziale? Lei non interpreta: si tuffa a capofitto, anima e corpo.
Dominano Biancaneve e La guerra dei mondi. I “vincitori” verranno annunciati sabato 14 marzo, proprio alla vigilia della notte degli Oscar.
Il 1° marzo a Los Angeles si è tenuta la 32ª edizione degli Actor Awards (ex SAG Awards), condotta da Kristen Bell e trasmessa da Netflix. Tra le serie ha trionfato The Studio, produzione Apple+ di Seth Rogen. Al cinema si è imposto Sinners – I peccatori, con Michael B. Jordan premiato come Miglior attore protagonista, mentre Jessie Buckley ha vinto come Migliore attrice per Hamnet di Chloé Zhao. In TV doppio riconoscimento per The Pitt, mentre Owen Cooper è stato premiato per la miniserie Adolescence.