Chi vincerà Venezia 2026? Ecco, il Toto-Leone

A pochissimi giorni dal verdetto, la corsa al Leone d’Oro entra nel vivo: ecco i cinque film favoriti per la vittoria a Venezia 2026, tra grandi autori, ritorni eccellenti e titoli che hanno conquistato critica e pubblico.

NAZA – Yuval Abraham e Rachel Szor

Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il documentario indaga i sistemi tecnologici e militari alla base delle operazioni israeliane a Gaza. Un’opera politica e radicale, realizzata dagli autori di No Other Land, che promette di trasformare il cinema documentario in uno strumento di denuncia. Il film deve ancora essere presentato ufficialmente a Venezia, dove è atteso il 10 settembre.

Wild Horse Nine – Martin McDonagh

Alla vigilia del golpe cileno del 1973, due agenti della CIA vengono spediti sull’Isola di Pasqua, dove una missione apparentemente semplice si trasforma in un viaggio tra complotti, sensi di colpa e responsabilità politica. McDonagh mescola humour nero, spy movie e dramma storico in un film che ha conquistato il pubblico del Lido: 13 minuti di standing ovation e ottime reazioni per il cast, con John Malkovich già indicato come possibile candidato agli Oscar.

Look Back – Hirokazu Kore-eda

Fujino e Kyomoto sono due ragazze unite dalla passione per il disegno: quello che nasce come una rivalità scolastica diventa una profonda amicizia e un percorso artistico destinato a durare tredici anni. L’adattamento del manga di Tatsuki Fujimoto è stato accolto come uno dei film più delicati e commoventi del concorso: Kore-eda ritrova la sua vena più umanista, tra gioia, dolore, perdita e amore per l’arte.

Possible Love – Lee Chang-dong

Due coppie appartenenti a classi sociali opposte entrano in contatto durante la realizzazione di un documentario sul lavoro e sulla disoccupazione. Tra desideri inespressi, differenze economiche e manipolazioni, Lee Chang-dong costruisce un complesso ritratto delle relazioni e delle disuguaglianze della Corea contemporanea. A Venezia ha raccolto consensi molto positivi: la critica ne ha lodato la profondità, la complessità psicologica e la capacità di evitare facili moralismi.

Woman Unknown – May el-Toukhy

Nella Danimarca del 1945, Marie, giovane domestica prossima a sposare il ricco vedovo per cui lavora, cerca di lasciarsi alle spalle un oscuro segreto legato all’occupazione nazista. Un thriller psicologico sul corpo femminile, la vergogna e il giudizio della società, che trasforma il dopoguerra in un’altra forma di guerra. A Venezia ha ricevuto un’accoglienza molto forte, con recensioni che ne hanno sottolineato la potenza visiva, l’ottima interpretazione di Mathilde Arcel e il coraggio nel raccontare la condizione delle donne.

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