La fantascienza è un genere che da sempre trae ispirazione da se stesso. Per il dinamico duo di registi Phil Lord e Christopher Miller (Piovono polpette, The Lego Movie), il loro ambizioso progetto sci-fi con Ryan Gosling L’ultima missione: Project Hail Mary ha guardato direttamente a un film di Star Wars a cui hanno lavorato per trovare parte della propria ispirazione.
Proprio il tempo trascorso con i burattinai e con i team specializzati nelle creature animatroniche sul set di Solo: A Star Wars Story si è rivelato fondamentale per il loro approccio a Project Hail Mary. Lavorare con il laboratorio dei Muppet e con la Creature Shop guidata da Neal Scanlan durante il loro coinvolgimento nello spin-off di Star Wars ha dato loro grande fiducia nel potere della puppetry dal vivo, convincendoli a utilizzare la stessa tecnica anche nel nuovo film.
Il risultato di questa scelta è Rocky, un alieno senza occhi e con cinque arti, che stringe un legame profondo con il protagonista Ryland Grace, interpretato da Gosling. Il personaggio, amatissimo dai fan del romanzo originale di Andy Weir (lo stesso autore di Sopravvissuto – The Martian), è stato portato in vita sullo schermo grazie a un mix di effetti pratici e abilità artigianale. I contenuti dietro le quinte diffusi durante la promozione hanno mostrato nel dettaglio il lavoro dei burattinai, mentre i trailer non hanno esitato a rivelare fin da subito l’aspetto dell’alieno.
Secondo Miller, il motivo è semplice: Project Hail Mary è prima di tutto una storia di relazioni, e Rocky non è un semplice elemento di contorno, ma un vero co-protagonista. Ha fatto un paragone con E.T., sottolineando che sarebbe impossibile promuovere una storia del genere senza mostrare l’alieno centrale della trama che è anche il cuore del film.
Il nuovo fanta-kolossal racconta le avventure spaziali di un professore di scienze delle scuole medie, un tempo brillante biologo molecolare ormai lontano dal culmine della sua carriera, che durante una missione disperata per fermare una misteriosa sostanza capace di spegnere il Sole e condannare l’umanità, finisce per instaurare un legame profondo e inaspettato con una creatura aliena.
Il caso Solo: A Star Wars Story e l’uscita di scena dei registi
Nonostante il loro iniziale coinvolgimento, Lord e Miller non hanno poi diretto Solo: A Star Wars Story. Il progetto arrivò comunque nei cinema, ma sotto la guida di Ron Howard. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, la presidente di Lucasfilm, Kathleen Kennedy, decise di allontanare i due registi a causa di divergenze creative.
Alla fine, Solo: A Star Wars Story arrivò comunque nelle sale, ma si rivelò un flop sia al botteghino sia sul fronte delle recensioni. Al contrario, Project Hail Mary si sta affermando come un successo annunciato sia tra il pubblico sia tra la critica, ottenendo su Rotten Tomatoes un eccellente 98% di gradimento degli spettatori e il 95% di recensioni positive da parte dei critici.
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