L’horror fa il botto agli Oscar 2026

Quest’anno il genere horror celebra 130 anni sul grande schermo, e il sangue è sceso intenso sul red carpet mentre l’horror dominava la cerimonia degli Oscar 2026, in una notte destinata a entrare nella storia.

Sinners, il vampire folklore film ispirato al bluesman del Mississippi Robert Johnson che barattò la sua anima al diavolo in cambio di fama e fortuna, ha messo nel sacco 4 statuette: Miglior Sceneggiatura Originale per Ryan Coogler; Miglior Colonna Sonora per Ludwig Göransson (il suo terzo Oscar e il secondo con Coogler); Miglior Fotografia per Autumn Durald Arkapaw, prima donna a vincere questo premio e la prima di colore a essere nominata; e Miglior Attore per Michael B. Jordan che è diventato il primo attore dopo Lee Marvin a vincere un Oscar per aver interpretato più personaggi nello stesso film. Marvin ha vinto nel 1965 per il suo duplice ruolo nel western Cat Ballou, nei panni sia di un pistolero ubriaco, sia del suo malvagio fratello dal naso d’argento.

Il Frankenstein di Guillermo del Toro ha conquistato 3 premi nelle categorie creative: Miglior Scenografia, Migliori Costumi e Miglior Trucco e Acconciatura.

Amy Madigan ha inaugurato la serata conquistando il premio come Miglior Attrice Non Protagonista per il ruolo di zia Gladys in Weapons, in una categoria particolarmente competitiva. La vittoria di Madigan rappresenta anche un momento storico per il genere horror: è infatti la prima volta che un’attrice non protagonista vince un Oscar per un film horror dai tempi di Ruth Gordon per Rosemary’s Baby nel 1969.

Questo trionfo ha un significato speciale anche per la carriera della 74enne moglie dell’attore Ed Harris, arrivato 40 anni dopo la sua prima nomination agli Academy Award per Due volte nella vita del 1985, stabilendo così il record per il più lungo intervallo tra due nomination nella storia degli Oscar per un’attrice.

Per dare vita al personaggio della terrificante zia Gladys, Madigan si sarebbe ispirata alla leggendaria Bette Davis di Che fine ha fatto Baby Jane? e all’iconico Nosferatu in bianco e nero, con richiami (a mio avviso) anche alla protagonista del classico Le scarpette rosse.

Nel frattempo, il fenomeno globale di Netflix K-Pop Demon Hunters ha trionfato conquistando i premi come Miglior Film d’Animazione e Miglior Canzone Originale per Golden.

Leggi anche:

Lascia un commento