Perché il killer di Wake Up Dead Man segue una strana regola della saga di Knives Out

Con Wake Up Dead Man, Daniel Craig torna a indossare i panni dell’infallibile Benoit Blanc, risolvendo l’ennesimo omicidio e rimandando la verità su chi abbia ucciso monsignor Jefferson Wicks (Josh Brolin) fino al gran finale. Del resto, in un giallo firmato Rian Johnson, nulla è mai come sembra: tra depistaggi, indizi ambigui e false piste, il film gioca costantemente con le aspettative del pubblico, fino alla rivelazione shock che inchioda Martha (Glenn Close) e il dottor Nat (Jeremy Renner) come colpevoli.

I film di Knives Out hanno costruito la loro identità su trame ingegnose e stratificate, nascondendo l’assassino — o il vero movente — fino al classico colpo di scena del terzo atto. Johnson ha sempre evitato l’effetto “copia-incolla”, reinventando di volta in volta il percorso investigativo di Blanc. Anche Wake Up Dead Man non fa eccezione e, anzi, porta avanti una delle tradizioni più curiose (e divertenti) della saga.

Tutti i killer di Knives Out hanno un passato nel MCU

Dimenticate la storia dell’iPhone o l’alibi più sospetto: il vero indizio per scoprire l’assassino in un film di Knives Out sembra essere uno solo… aver recitato nel Marvel Cinematic Universe. Coincidenza? Forse. Fatto sta che Wake Up Dead Man continua questa singolare tradizione, scegliendo ancora una volta veterani del MCU come colpevoli.

Il tutto è iniziato in grande stile con Chris Evans, scelto da Johnson come villain del primo Knives Out. Il suo Ransom tenta di incastrare Marta per la morte di Harlan e, pur non uccidendolo direttamente, si macchia comunque dell’omicidio di Fran. Così, l’ex Captain America si è ritrovato improvvisamente dalla parte dei cattivi.

In Glass Onion, il testimone passa a Edward Norton, nei panni del miliardario Miles Bron, responsabile della morte di Andi e, successivamente, di Duke. Un dettaglio non da poco: Norton è stato anche Hulk ne The Incredible Hulk, prima che il ruolo passasse a Mark Ruffalo.

Con Wake Up Dead Man, la saga alza ulteriormente la posta. Qui troviamo addirittura due interpreti con trascorsi Marvel coinvolti nello stesso piano criminale. Martha, interpretata da Glenn Close — apparsa nel MCU come Nova Prime in Guardians of the Galaxy — è la vera mente del complotto. Al suo fianco c’è il dottor Nat di Jeremy Renner, volto storico di Hawkeye, che non solo esegue il piano, ma si macchia anche dell’omicidio di Samson.

In Knives Out muoiono (quasi) solo star Marvel

Col passare dei film, uccidere personaggi interpretati da attori del MCU è diventata quasi una cifra stilistica. Il primo Knives Out è l’unico a fare eccezione, dato che Evans è l’unico attore Marvel del cast e il suo personaggio finisce in manette, non nella tomba.

Le cose cambiano nei sequel: in Glass Onion, il personaggio di Dave Bautista è uno dei due a morire, portando il “conteggio Marvel” a quota 50%. Wake Up Dead Man fa ancora di più, eliminando cinque dei sei attori con un passato nel MCU: Glenn Close, Jeremy Renner, Josh Brolin, Thomas Haden Church e Annie Hamilton. L’unico a salvarsi è Jeffrey Wright.

È tutto parte di un piano preciso di Rian Johnson? Probabilmente no. Ma il dato resta irresistibile: sei delle dieci morti principali della saga riguardano personaggi interpretati da attori Marvel. Una coincidenza troppo divertente per non farci caso.

E chissà: se Knives Out 4 dovesse davvero vedere la luce, forse il miglior consiglio per un attore che vuole uscire vivo e innocente dalla storia è uno solo… non aver mai messo piede nel MCU.

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