Ed Gein, realtà vs finzione

Ryan Murphy sa come tenere il pubblico incollato allo schermo. Ma, per quanto abile nel creare serie accattivanti, il co-creatore dell’antologia Monster di Netflix non è certo uno storico.

La nuova stagione, Monster: The Ed Gein Story, riporta in vita la figura di Ed Gein, il famigerato “Macellaio di Plainfield”, le cui atrocità commesse nel Wisconsin degli anni ’50 hanno ispirato leggende dell’horror come Psycho e Non aprite quella porta.

La serie, che intreccia la vicenda umana di Gein con l’eredità che ha lasciato nella cultura pop, si prende però ampie libertà creative. Murphy e il suo team usano la schizofrenia diagnosticata al killer come espediente narrativo per confondere i confini tra realtà e follia, verità e allucinazione.

Ma dove finisce la finzione e dove inizia la realtà? Ecco cosa c’è di vero (e cosa no) in Monster: The Ed Gein Story.


Quante persone ha davvero ucciso Ed Gein?

Incredibilmente, solo due. Gein confessò gli omicidi di Mary Hogan, 54 anni, proprietaria di un bar, e di Bernice Worden, 58 anni, negoziante di ferramenta. Le uccise nel 1954 e nel 1957, sostenendo – come riportato dal New York Times – che entrambe gli ricordavano la madre defunta.

Fu sospettato di altri delitti, ma non emerse alcuna prova concreta che lo collegasse a ulteriori omicidi.


Il ladro di tombe

Sì, Ed Gein dissotterrava cadaveri. E lo ammise lui stesso.
Secondo il Warsaw Times, profanò le tombe di almeno nove donne tra il 1944 e il 1952. Quando la polizia investigò nei cimiteri indicati dal killer, trovò diverse bare vuote: la macabra conferma delle sue parole.

Stando a TIME, Gein di solito portava via solo le teste dei cadaveri, anche se in un caso confessò di aver trafugato un corpo intero.


La “camera degli orrori”

Più che per gli omicidi, Gein è ricordato per ciò che fece dopo.
Nel suo fatiscente casolare di Plainfield, gli investigatori scoprirono un vero museo dell’orrore: dieci “maschere” di pelle umana, cinture, coprisedie e perfino una scatola di nasi. Alcuni pezzi erano conservati tra le pagine di vecchie riviste, altri cuciti con macabra precisione.

Come riportato da TIME, il pezzo più grande era “la parte anteriore del torso di una donna, arrotolato sul pavimento”.

Nella serie, Charlie Hunnam – nei panni di Gein – viene mostrato mentre mangia da una ciotola ricavata da un teschio umano. E in effetti, tra i reperti sequestrati dopo il suo arresto, comparivano davvero tazze, maschere e perfino un “abito da donna” fatto di pelle, completo di corsetto e leggings, pensato per permettergli di “diventare” la madre.


Una fidanzata immaginaria

In Monster, Gein condivide la sua follia con Adeline Watkins (Suzanna Son), che lo accompagna persino a dissotterrare cadaveri.
Ma nella realtà, la storia è molto diversa.

Dopo l’arresto, la vera Watkins raccontò al Minneapolis Tribune di aver avuto una relazione ventennale con Gein e di essere stata persino promessa sposa. Due settimane dopo, però, ritrattò tutto: ammise di aver semplicemente conosciuto Ed per molti anni, senza mai essere entrata nella sua casa.

“Credo che Adeline sia in gran parte una fantasia di Ed,” ha dichiarato Hunnam a Tudum. “Nella sua mente, lei rappresenta qualcuno che può comprenderlo, che condivide i suoi impulsi più oscuri.”


Ha ucciso suo fratello?

Nella serie, Gein viene mostrato mentre colpisce a morte il fratello Henry e poi inscena un incendio per nascondere l’omicidio.

Nella realtà, Henry morì davvero in un rogo, ma la causa ufficiale fu l’asfissia, e non ci furono prove contro Ed. Tuttavia, come scrive Harold Schecter nella biografia Deviant, i soccorritori trovarono elementi inquietanti: il corpo era disteso su terreno bruciato, ma non mostrava segni di ustioni.


Il mistero di Evelyn Hartley

Addison Rae interpreta Evelyn Hartley, una vera ragazza di 15 anni scomparsa nel 1953 a La Crosse, Wisconsin. Nella serie, Gein la rapisce e la uccide dopo che lei accetta un lavoro come babysitter.

Ma nella realtà non ci fu alcun legame tra i due. Gein negò ogni coinvolgimento e gli investigatori non trovarono mai prove contro di lui. Il caso rimane irrisolto ancora oggi.


Cannibale o necrofilo?

Nonostante le sue pratiche raccapriccianti, non esistono prove che Gein abbia mai mangiato o abusato dei cadaveri.

Come riportato da TIME, “non praticava né il cannibalismo né la necrofilia, ma conservava i resti solo per guardarli”. Secondo A&E, Gein ammise di provare un’“ossessione erotica” per i corpi, ma aggiunse che non li aveva mai toccati “perché puzzavano troppo”.


Gein e l’FBI: pura fantasia

Nel finale di Monster, due agenti dell’FBI interrogano Gein durante la caccia a un giovane Ted Bundy. Una scena suggestiva, ma completamente inventata.

In realtà, Gein non ebbe mai contatti con l’FBI, e Bundy fu catturato nel 1975 dopo un semplice controllo stradale, come riporta il New York Times.

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