Weapons, il fenomeno horror che porta Warner Bros al record

Ore 2:17 del mattino, Maybrook, Pennsylvania. I genitori della classe di prima elementare di Justine Gandy (Julia Garner) si svegliano di soprassalto: i loro figli sono svaniti. La polizia brancola nel buio. Le telecamere Ring fissate sulle facciate di alcune case offrono solo un frammento inquietante: sagome minuscole che spalancano le porte, scivolano fuori, le braccia aperte come ali, e si dissolvono nell’oscurità dell’alba. Nessuna traccia, nessun rumore, nessun motivo. Un attimo prima dormivano tranquilli nei loro letti. Un attimo dopo, erano scomparsi.

Il secondo film del regista di Barbarian, Zach Cregger, possiede lo stesso DNA di Pennywise ma con un modus operandi diverso, si inserisce nel filone dell’horror incentrato sui bambini, dove questi diventano punitori o vittime di forze oscure che gli adulti non riescono a fermare.

Con l’uscita di Weapons, Warner Bros ha stabilito un record storico al botteghino: ha incassato 42 milioni di dollari nel weekend di debutto, diventando il primo studio nella storia ad avere sei film consecutivi con un’apertura superiore ai 40 milioni.

L’inquietante locandina del film

In un’intervista con Entertainment Weekly, Zach Cregger ha spiegato il significato dietro una delle immagini più inquietanti del film: la postura rigida e tesa dei bambini, con le braccia distese. Ha rivelato:

«Fin dal primo momento ho pensato: “Ecco, correranno così”.»

Cregger ha poi citato una possibile ispirazione subconscia nella celebre fotografia “The Terror of War” scattata durante la guerra del Vietnam.

Ecco la sua spiegazione completa:

«C’è quella terribile foto della ragazza in Vietnam mentre fugge dall’incendio al napalm. Penso che quell’immagine sia così sconvolgente, soprattutto per come tiene nascoste le braccia. Credo che ci sia qualcosa di profondamente inquietante in quella postura. Se dovessi azzardare, direi che da lì sia nato il seme di quell’idea. Ma non ne sono sicuro. Non c’era nessun secondo fine nella scelta della posa: sapevo semplicemente che i bambini si muoverebbero così.»

Inoltre, Cregger ha sottolineato un curioso collegamento tra il titolo del film e lo stile di corsa dei bambini, raccontando:

«Mia moglie mi ha detto che un suo amico le ha telefonato dicendo: “Sai che l’etimologia della parola ‘weapons’ significa ‘piccole braccia’?”»

Il regista ha definito questa coincidenza “pazza”, esprimendo però entusiasmo per tutte le interpretazioni e analisi che le persone potranno fare guardando il film.

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