La metamorfosi «protesica» di Brendan Fraser per The Whale di Aronofsky

Brendan Fraser è lo strepitoso protagonista di The Whale, il nuovo film di Darren Aronofosky – regista di Requiem for a Dream, The Wrestler e Il cigno nero –  tratto dalla pièce teatrale di Samuel D. Hunter e in concorso a Venezia 79.

In The Whale, letteralmente «la balena», il 54enne attore statunitense-canadese si cala nei panni di Charlie, un solitario insegnante di inglese di quasi 200 kg che cerca di riconciliarsi con la figlia adolescente Ellie (interpretata da Sadie Sink), dopo aver abbandonato la famiglia per il suo amante gay. Il seguito alla morte del partner, il protagonista sprofonda nella depressione abbuffandosi per lenire il dolore e i sensi di colpa.

Per trasformarsi in un uomo affetto da una grave forma di obesità, Brendan Fraser si è sottoposto ad un calvario fisico e psicologico. L’attore ha dovuto indossare oltre 136 kg di protesi create da Adrien Morot attraverso una scultura digitale e una stampante 3D. Il peso limitava l’attore nei movimenti: aveva, quindi, bisogno d’aiuto ad alzarsi, sedersi, e fare i circa 70 gradini che separavano lo studio dalla sala trucco dove trascorreva oltre cinque ore al giorno per la metamorfosi. Per calarsi nel suo personaggio, Fraser ha collaborato con la Obesity Action Coalition e si è anche consultato con persone che si sono sottoposte a interventi estremi. Oggi alla Mostra del Cinema di Venezia, Brendan Fraser riceverà dal Toronto Film Festival il Tribute Award for Performance, proprio, nel film di Aronofsky.

Ma perché l’attore era sparito dalla circolazione? Dopo essersi imposto, nella seconda metà degli Anni 90, nel ruolo comico di simil-Tarzan in George, re della giungla?, Brendan regala quella che fino ad ora era la sua migliore interpretazione: il giardiniere di cui si invaghisce l’anziano James Whale (Ian McKellen), il regista del classico Frankenstein, in Demoni e dei di Bill Condon. Poi, arriva la trilogia action de La Mummia che lo consacra a star di Hollywood. Nel febbraio 2018, tuttavia, l’attore ha accusato l’ex presidente della HFPA (Hollywood Foreign Press Association) Philip Berk di molestie sessuali nei suoi confronti avvenute nel 2003, sostenendo che a causa di questo accaduto aveva deciso di ritirarsi dalla vita pubblica e declinare varie offerte di lavoro. Oggi, la stella di Brendan Fraser è tornata a splendere: presto lo rivedremo anche nell’ultima fatica di Scorsese, Killers of the Flower Moon.

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