Alfredino: 40 anni dopo, il reality show dell’orrore diventa una miniserie targata Sky Original

40 anni dopo la tragedia di Alfredo Rampi detto Alfredino, il bambino di 6 anni precipitato e morto in un pozzo artesiano dopo tre giorni di agonia, il 12 giugno 1981 a Vermicino (Roma), la cronaca si trasforma in miniserie tv: Alfredino – Una storia italiana. La produzione targata Sky Original che andrà in onda quattro episodi, divisi in due appuntamenti (il 21 e il 28 giugno su Sky Cinema e in streaming su NOW).

Per la regia di Marco Pontecorvo, la fiction ripercorrerà la drammatica storia del piccolo Alfredino: un terribile pezzo di cronaca nera che scosse il paese ed è entrato nell’immaginario collettivo di tutti gli italiani. A dare volto e anima alla madre di Alfredino, la signora Franca Rampi, Anna Foglietta: una delle attrici più amate dal pubblico, già, madrina di Venezia 77.

Il resto del cast è composto da: Francesco Acquaroli (Dogman, il Samurai di Suburra – La serie, Fargo) è il comandante dei Vigili del fuoco Elveno Pastorelli; Vinicio Marchioni (Romanzo criminale – La serie) interpreta Nando Broglio, il vigile del fuoco che provò a tenere compagnia e a motivare Alfredo durante quelle terribili ore; Luca Angeletti (Come un gatto in tangenziale, Nero a metà) è il padre di Alfredo, Ferdinando Rampi; Giacomo Ferrara (lo Spadino di Suburra) è Maurizio Monteleone, il secondo degli speleologi che provarono a recuperare il piccolo; Valentina Romani (Un bacio, La porta rossa) interpreterà la geologa Laura Bortolani e Riccardo De Filippis (Romanzo Criminale – La serie, Un Natale stupefacente) nei panni di Angelo Licheri, l’Angelo di Vermicino, ultimo a calarsi nel pozzo e a tentare di salvare Alfredo.

Era il 10 giugno 1981, quando l’Italia intera si fermò per ascoltare la prima diretta no stop da Vermicino, dove accorse anche l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini (interpretato da Massimo Dapporto). Un clamore mediatico che diede vita alla «tv del dolore» e portò alla creazione della Protezione Civile come la conosciamo oggi.

A quaranta anni dalla tragedia di Alfredino Rampi, l’associazione che porta il suo nome continua a raccogliere l’appello della mamma del bimbo inghiottito dal pozzo «Perché non accada mai più».

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