Il video-tributo a Terry Gilliam, aspettando il suo Don Chisciotte

Dopo un quarto di secolo nell’inferno dello sviluppo, sbarca nelle sale L’uomo che uccise Don Chisciotte: il film maledetto di Terry Gilliam. L’ultima fatica del maestro visionario è l’esempio più estremo di development hell della storia del cinema, con ben otto tentativi di realizzazione da parte del regista nell’arco di quasi vent’anni. Eccovi un breve riassunto di quello che è successo:

1990: l’anno della prima bozza del film col progetto saltato per carenza di budget.

1998: al via l’adattamento dall’opera di Mark Twain con protagonisti Johnny Depp e Jean Rochefort. Ma il progetto naufragò dopo che tempesta si abbatté sul set in Spagna, spazzando via l’attrezzatura.

2009: il regista naturalizzato britannico arrivò ad un passo dalle riprese con Robert Duvall e Ewan McGregor protagonisti, Jeremy Thomas alla produzione, la HanWay films alla distribuzione, tutto pronto. Fino a che il progetto collassò per mancanza di fondi.

2014: riparte la carovana ma a John Hurt, nuovo volto di Chisciotte, gli fu diagnosticato un cancro al pancreas. L’attore è morto nel 2017.

2016: a ostacolare le riprese, le controversie con il produttore portoghese Paulo Branco per i suoi drastici tagli di budget.

Quello che vedremo nelle sale italiane sarà, finalmente, il film sogno del regista.

Celebriamo l’attesissimo ritorno dell’ex Monty Python con un video-tributo dei sui capolavori, da Brazil a Parnassus.

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