«Bimbeminkia» fatevi in là, perché l’album di debutto dell’ex One Direction è roba «da grandi». Atteso per il 12 maggio, l’omonimo disco solista di Harry Styles è comprensivo di 12 tracce trainate dal singolo-apripista Sign of The Times, pubblicato un mese fa e in vetta alle classifiche in più di 80 Paesi. Una ballata che evoca il rock britannico degli Anni Settanta e sulla quale aleggia il pesante paragone a David Bowie.
- Styles ha inciso l’album tra i Village Studios di Los Angeles e il Geejam Studio in Jamaica.
- L’artista britannico ha composto 50 brani che poi ha girato all’amico e collega Ed Sheeran, il quale lo ha aiutato nella scelta delle 10 tracce da inserire nel disco solista.
- L’album vanta la collaborazione di nomi come Tyler Johnson, frontman dei OneRepublic, e Kid Harpoon dei Florence + The Machine.
- Il singolo-apripista Sign of The Times è influenzato dal rock britannico degli anni 70: in particolare da David Bowie, Queen e Pink Floyd.
- Il quotidiano inglese The Guardian ha accostato il singolo allo Ziggy-Bowie di «Hunky Dory» (1971).
- Personalmente, ho trovato alcune contaminazioni dalla monumentale «Memory of a Free Festival» inclusa nel precedente album di David Bowie.















