Addio a Robert Redford, il divo che trasformò Hollywood

Robert Redford è morto all’età di 89 anni nella sua casa di Sundance, nello Utah. Si è spento nel sonno, circondato dall’affetto della moglie Sibylle Szaggars, con cui era sposato dal 2009, e dei suoi cari. La notizia della sua scomparsa ha fatto rapidamente il giro del mondo, suscitando commozione non solo tra gli appassionati di cinema, ma anche tra chi ha sempre visto in lui un punto di riferimento culturale, etico e ambientale.

TIFF 2025, trionfa Chloé Zhao

Il People’s Choice Award 2025 del Toronto International Film Festival è stato vinto da Hamnet di Chloé Zhao, subito candidato tra i favoriti agli Oscar. Tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, il film racconta la perdita del figlio di Shakespeare, con interpretazioni intense di Paul Mescal e Jessie Buckley. È una storia intima e universale che esplora dolore e arte, mostrando come da una tragedia possa nascere un capolavoro. Per Zhao si tratta di una nuova consacrazione, dopo il trionfo di Nomadland nel 2020. Hamnet si impone così come uno dei film più emozionanti e attesi dell’anno.

Perché David Bowie voleva essere ricordato per Scary Monsters

Dietro ogni momento iconico di David Bowie – dal fulmine di Aladdin Sane al solo di Moonage Daydream – c’era fatica, caos e dedizione. La sua carriera non fu un successo immediato: i primi singoli e album ottennero risultati modesti, e solo con Scary Monsters (And Super Creeps) Bowie trovò il tempo, le risorse e la lucidità per realizzare un capolavoro. Registrato tra New York e Londra con la collaborazione di Tony Visconti e della “dream team” degli anni ’70, l’album cattura la sua capacità di unire influenze bizzarre in una creatività straordinaria. Brani come Ashes to Ashes e Teenage Wildlife mostrano la sua visione innovativa e la psicologia dei personaggi. Pubblicato 45 anni fa, Scary Monsters è considerato uno dei vertici della sua carriera e un simbolo del suono degli anni ’80.

Quei Bravi Ragazzi, 10 curiosità su uno dei più grandi gangster movie di sempre

Il 12 settembre 1990 arrivava in sala Quei Bravi Ragazzi, consacrato come uno dei migliori gangster-movie di sempre. Martin Scorsese trasformò la vera storia di Henry Hill in un capolavoro intramontabile, fatto di violenza, ironia e stile. Memorabile la scena del “Buffo come?”, improvvisata da Joe Pesci dopo un incontro reale con un mafioso, così come la scelta di Al Pacino che rifiutò il ruolo di Jimmy poi affidato a Robert De Niro. Dal guardaroba curatissimo per Ray Liotta ai 5000 dollari veri usati da De Niro sul set, ogni dettaglio ha reso Goodfellas leggenda. Un film, una grande lezione di cinema.

3 fondamentali lezioni di stile da Willy, il principe di Bel-Air

Will Smith festeggia 35 anni da «principe di Bel-Air» nella sitcom iconica, prodotta da Quincy Jones. Per sei stagioni, ci ha catapultato dal ghetto di Philadelphia al lusso di Los Angeles, tra scuole private, cene eleganti e tante risate. Più che una sitcom, è stato il ritratto autentico degli anni ’90: guest star iconiche, musica e soprattutto moda. Gli outfit del mitico protagonista hanno fatto scuola, diventando il simbolo dello stile afroamericano dell’epoca e un riferimento ancora oggi. Con la sua energia ha insegnato come ballare, indossare una salopette e portare uno snapback da vero re dello stile.

The Conjuring, la timeline definitiva di tutti i film dell’universo horror

Preparati, perché l’universo di The Conjuring non ha nessuna intenzione di lasciarti dormire sonni tranquilli. Dal 2013, la saga ha infestato i cinema con storie “vere” (o presunte tali) dei celebri cacciatori di fantasmi Ed e Lorraine Warren, interpretati da Patrick Wilson e Vera Farmiga: da L’evocazione al terrificante Il caso Enfield, fino a Per ordine del diavolo e all’ultimo Il rito finale. Così, dopo 4 film, 6 spin-off e un cortometraggio è il momento di mettere ordine. Ma attenzione: i brividi non finiscono qui. Dopo Annabelle e la suora più inquietante mai vista su uno schermo, i Warren stanno per bussare… alla porta di casa tua.

Il progetto segreto di David Bowie: The Spectator

Prima di morire nel gennaio 2016, poco dopo l’uscita dell’album Blackstar, David Bowie stava lavorando a un progetto fino a oggi sconosciuto: un musical ambientato nella Londra del XVIII secolo, intitolato The Spectator e ispirato all’omonimo periodico satirico pubblicato tra il 1711 e il 1712. Gli appunti, ritrovati nello studio newyorkese dell’artista rimasto intatto dopo…