Dopo quasi quattro anni di pausa per il servizio militare, i BTS tornano con il nuovo album Arirang. La k-pop band, nata nel 2013 come idol group hip-hop, è diventata famoso in tutto il mondo grazie a canzoni in cui racconta in modo sincero le proprie emozioni, paure e sogni. Quando nel 2022 hanno annunciato la pausa, la loro fanbase, l’ARMY, contava già decine di milioni di persone. Ora i sette membri – Jimin, Rap Monster, Suga, V, Jin, J-Hope, Jungkook – sono tornati con il loro quinto lavoro in studio che rappresenta una dichiarazione su chi sono oggi e su quale direzione vogliono prendere in futuro.
Il titolo dell’album deriva da “Arirang”, una canzone tradizionale coreana. Questa canzone è stata tramandata per generazioni ed è diventata un simbolo della storia e delle emozioni del popolo coreano, dalla resistenza durante l’occupazione giapponese fino alla speranza di riunificazione dopo la divisione della Corea.
I BTS usano questo riferimento per sottolineare le loro radici culturali in un’epoca in cui il pop è sempre più globalizzato. Nell’album, Arirang non è sempre presente in modo diretto, ma viene usata come tema centrale. Nel brano d’apertura, ad esempio, il campionamento della canzone tradizionale crea un forte contrasto con i suoni elettronici moderni, mostrando come il gruppo voglia collegare la propria musica contemporanea alla tradizione coreana.
Analisi dei testi e delle tracce di Arirang
Arirang è un simbolo culturale importante, ma come gran parte della discografia dei BTS, anche questo album è influenzato da molti generi musicali diversi. La prima metà del disco è fortemente radicata nell’hip-hop, il genere che ha ispirato la formazione e il suono iniziale del gruppo. L’album è stato scritto in gran parte a Los Angeles, dove i sette hanno trascorso due mesi nell’estate del 2025 per sessioni di songwriting, poco dopo aver concluso il servizio militare.
Il singolo principale, SWIM, è uno dei brani più rilassati mai pubblicati dal gruppo. Cantato in inglese e costruito su synth lo-fi, il pezzo parla dell’importanza di procedere con i propri tempi, offrendo conforto a chi si sente sopraffatto dalle aspettative del mondo moderno.
Nel brano they don’t know ’bout us, i BTS respingono la narrativa che li dipinge come figure straordinarie per natura.
«Sono speciali tra gli asiatici» / «Essere eroici, impossibili da spezzare» / «Uh, non riusciamo a identificarci» / «Siamo solo sette persone».
La canzone, e l’album nel suo insieme, rappresentano una riappropriazione dell’identità musicale dei BTS e un’affermazione del fatto che il cambiamento, anche disordinato e umano, è inevitabile:
«Ah, avete detto che siamo cambiati? / Noi ci sentiamo gli stessi».
Nonostante questo, la tensione tra ciò che i BTS sono realmente e ciò che gli altri si aspettano da loro rimane, e Arirang la mette in luce nei suoi momenti migliori. Divisi tra il desiderio di essere accessibili a un pubblico globale e il valore fondamentale dell’autenticità, i BTS riflettono sulle stesse domande che spesso vengono poste dai loro critici.
«Sono l’unico che parla inglese, ma è così che vinciamo», rappa RM, leader del gruppo, nel brano Aliens, che include riferimenti al ritmo tradizionale coreano jungmori, all’abitudine asiatica di togliersi le scarpe entrando in casa e al combattente per l’indipendenza coreana Kim Gu, mentre riflette sull’impatto globale del gruppo.
«Due facce della stessa moneta, e nessuna delle due è vera», canta Jimin in Normal, parte della seconda metà dell’album, più sentimentale e musicalmente eclettica. Il brano pop-rock sviluppa il tema centrale dell’album: un’identità complessa e talvolta contraddittoria, e le emozioni che nascono dall’esplorarla, soprattutto sotto gli occhi del pubblico.
«Mostrami odio, mostrami amore, rendimi a prova di proiettile», canta Jimin all’inizio della stessa canzone, facendo riferimento al significato di “Bulletproof Boy Scouts”, il nome coreano del gruppo.
In un’industria pop spesso ossessionata dalla giovinezza, Arirang mostra la volontà della boy band di evolversi senza perdere la propria autenticità, presentandosi nel 2026 come un gruppo ancora in trasformazione, vivo e in continuo cambiamento.
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