Timothée Chalamet evita di commentare la polemica sull’opera e sul balletto durante la promozione di Marty Supreme in Cina, prima degli Oscar

Tutti sembrano avere qualcosa da dire sulle brevi dichiarazioni di Timothée Chalamet sulla popolarità di balletto e opera — tutti tranne la star di Marty Supreme.

Negli ultimi giorni un numero crescente di artisti dello spettacolo e figure di Hollywood ha criticato pubblicamente l’attore trentenne per aver suggerito che “a nessuno importa più” di forme d’arte come balletto e opera durante il town hall organizzato da Variety e CNN il 24 febbraio insieme a Matthew McConaughey.

Chalamet, però, non ha ancora affrontato la polemica, nemmeno mentre continua il tour promozionale del film all’estero. Venerdì 6 marzo l’attore 30enne ha condiviso su Instagram una serie di foto dal Giappone, dove si trova con il regista di Marty Supreme, Josh Safdie, per promuovere il film in giro per il mondo.

Il commento su balletto e opera è arrivato mentre Chalamet discuteva con McConaughey degli sforzi di Hollywood per “tenere vive le sale cinematografiche” e convincere il pubblico americano a uscire di casa per vedere nuovi film.

«Non voglio lavorare in contesti come il balletto o l’opera, dove sembra quasi di dire: “Dai, teniamo in vita questa cosa anche se ormai non interessa più a nessuno”», ha detto durante l’incontro. Subito dopo, quasi anticipando le possibili critiche, ha aggiunto: «Massimo rispetto per tutte le persone che lavorano nel balletto e nell’opera… credo di aver appena perso 14 centesimi di audience, ho sparato una frecciata senza motivo».

Nel frattempo, lui e McConaughey sono apparsi anche a Pechino martedì 10 marzo per la première cinese del film. Qui i fan hanno regalato a Chalamet un grande arazzo celebrativo con una dedica decisamente entusiasta:
“Per Timothée Chalamet: l’assoluto Supreme Marty. Sei il camaleonte del cinema. Sei il dio regnante della recitazione. Sei il re del grande schermo. Sei il nostro Sweet Tea”.

Tra i critici dell’attore c’è anche la cantante lirica Isabel Leonard, che nei commenti a un video su Instagram pubblicato da Variety ha scritto di essere rimasta «scioccata che qualcuno apparentemente così di successo possa essere così poco eloquente e così limitato nella sua visione dell’arte, pur considerandosi un artista, come immagino faccia un attore».

Il Metropolitan Opera di New York City ha condiviso un video il 6 marzo che evidenzia l’estenuante lavoro che entra in ogni elaborata produzione con la didascalia, “This one’s for you”, seguita dal tag ufficiale dell’account di Chalamet.

Whoopi Goldberg, Sunny Hostin e Sheryl Underwood hanno preso di mira, con Hostin che ha definito l’attore “svampito e superficiale”, e Goldberg che sottolinea che sia la sorella di Chalamet, Pauline, che la madre, Nicole Flender, hanno background di danza. “Stai attento, ragazzo mio”, ha consigliato.

Anche la rapper Doja Cat aveva inizialmente criticato Chalamet in un video su TikTok, poi cancellato. Il giorno dopo, però, ha fatto marcia indietro pubblicando un secondo video:
«Io non so nulla di opera. Non so nulla di balletto».

Persino, l’iconica Jamie Lee Curtis ha pubblicato su Instagram diversi post che criticano l’attore ricondividendo messaggi di ballerini che sfidavano l’attore a provare a sopportare anche solo un giorno del duro allenamento del balletto.

Il contraccolpo intorno ai commenti di Chalamet non si è spento, e un video del 2019 dell’attore che recentemente è riemerso su TikTok è pronto a farlo alzare ancora di più.

Un video girato nel 2019 dall’utente TikTok @thealienstookover e ricondiviso sabato mostra Timothée Chalamet mentre interviene a un evento dedicato alla promozione del suo dramma storico The King.

Nel filmato, l’attore parla del momento in cui ha iniziato a capire quale direzione voleva dare alla propria carriera.
«Non è una storia del tipo “povero me”», dice alla platea. «Ma quando inizi a lavorare nei film, a recitare e a inseguire la tua strada, cominci a capire cosa vuoi davvero fare».

Chalamet aggiunge poi che, per lui, alcune strade artistiche — come l’opera o il balletto — gli sembravano sempre più lontane dal tipo di percorso che voleva intraprendere. «Ho iniziato a pensare che forse l’opera o il balletto fossero qualcosa di diverso… quasi come una forma d’arte in declino», spiega nel video.

Subito dopo l’attore cita due film chiave della sua carriera, Call Me by Your Name e Lady Bird, le pellicole che lo hanno trasformato da attore emergente a star molto richiesta. La menzione dei titoli scatena immediatamente una serie di gridolini entusiasti tra il pubblico.

Nel frattempo la polemica continua a far parlare, proprio mentre si avvicina la 98ª edizione degli Academy Awards, in programma domenica 15 marzo. Marty Supreme è candidato a nove Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Attore per Chalamet. Nella stessa categoria concorrono anche Michael B. Jordan (Sinners), Leonardo DiCaprio (One Battle After Another), Wagner Moura (The Secret Agent) e Ethan Hawke (Blue Moon).

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