Michael B. Jordan è ormai iconico nel doppio ruolo de I Peccatori: l’horror d’epoca di Ryan Coogler in pole position agli Oscar con un record di 16 candidature. Interpreta due gemelli, Smoke e Stack, che tornano nel Mississippi degli anni ’30 solo per trovarlo infestato dai vampiri.
Calarsi nei panni di due omozigoti non è un compito semplice; quindi, l’attore ha deciso di trarre ispirazione da una coppia di gemelli reali. Lui e il regista Ryan Coogler hanno ingaggiato Noah e Logan Miller, amici del regista, come consulenti per il film.
La realizzazione dei gemelli
Il team VFX ha impiegato diverse tecniche per ottenere l’effetto dei gemelli. Una delle più semplici è lo split screen, in cui l’attore recita due volte di fronte a una telecamera fissa, e le due riprese vengono unite: un lato dello schermo mostra una performance, l’altro l’altra. Questa tecnica funziona se i personaggi non interagiscono fisicamente tra loro.
Ma nel caso di Sinners, i gemelli dovevano anche combattersi. Non era possibile usare semplici split screen in scene con interazioni complesse, quindi è stato necessario utilizzare un controfigura. Ralla ha spiegato che trovare un corpo doppio adeguato per Jordan non è stato semplice, e che osservando il corpo doppio si comprende quanto lavoro Jordan abbia messo nello sviluppare i due personaggi.
Quando si trattava di VFX, Jordan aveva richieste precise: non bastava un semplice scambio facciale, serviva un sostituzione completa della testa. Ralla ha raccontato che Jordan controllava il lavoro in corso, assicurandosi che orecchie e linea dei capelli fossero perfette.
Il “Halo Rig”: catturare la performance completa
Per affrontare la sfida della sostituzione completa della testa, Ralla e Alexander hanno sviluppato una tecnologia chiamata Halo Rig: un cerchio di fibra di carbonio con 12 telecamere montato su una struttura a spalla, che Jordan poteva indossare subito dopo una ripresa. Questo permetteva di catturare la performance completa a 360 gradi sul set, senza dover spostare l’attore in un trailer o rifare scene in un altro contesto.
I dati raccolti dal Halo venivano inviati allo studio australiano Rising Sun Pictures, che ricreava la performance di Jordan sul corpo del controfigura. Fondamentale era che la performance di Jordan non venisse alterata: “Non è il corpo doppio a guidare la faccia di Michael, è Michael,” ha sottolineato Ralla. Alexander ha aggiunto che la tecnologia permetteva di avere riferimenti di illuminazione per ogni scena e di preservare al massimo l’interpretazione di Jordan, cosa impossibile con altri strumenti digitali che usano il corpo doppio come guida.
Le riprese con il Halo erano spesso molto frenetiche: mentre la produzione si spostava rapidamente per allestire la scena successiva, il team VFX eseguiva la passata Halo per catturare Jordan dal vivo. Ralla ha ricordato che Jordan, alla fine, trovava divertente indossare il dispositivo e ripetere le scene.
La scena della sigaretta: complessità estrema
Una delle scene più importanti e complicate del film è stata quella in cui i gemelli si passano una sigaretta. Ralla e Alexander hanno raccontato che è stata girata “alla vecchia maniera”: Jordan ha recitato due volte, passando la sigaretta a se stesso con movimenti perfettamente sincronizzati. Oltre alla performance, il team doveva aggiungere accendini storici, fumo realistico e compositing complesso. Alexander ha paragonato l’effetto ottenuto al famoso momento dei “passi nella neve” di Star Wars: L’Impero colpisce ancora: un dettaglio visivo cruciale che rende tutto credibile allo spettatore.
La scena ha richiesto molteplici passaggi e un’attenzione maniacale ai dettagli, dal posizionamento delle mani di Jordan alla gestione dei diversi oggetti e degli effetti di fumo, con il risultato finale che appare naturale e privo di artifici visivi.
Michael B. Jordan ha preso spunto anche dal fratello reale
Jordan ha inoltre attinto alla relazione con suo fratello Khalid per arricchire la performance. “Ho un fratello con cui sono estremamente legato, molto vicino, che amo molto, e dei migliori amici che sono come fratelli,” ha detto Jordan a People. Da lì, si è trattato di “immaginare quelle dinamiche e incorporarle nel corpo doppio con cui recitavo, premeditando le scelte perché, una volta che interpreto un fratello, devo subito passare dall’altro lato e interpretare l’altro fratello, e sto già recitando contro una performance che ho fatto prima.”
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