In quasi 100 anni di storia degli Oscar, solo otto film horror sono stati nominati per la statuetta principale (incluso Sinners). Gli altri sette sono L’esorcista, Lo squalo, Il silenzio degli innocenti, Il sesto senso, Il cigno nero, Scappa – Get Out e The Substance. Il primo (e finora unico) a vincere l’Oscar al miglior film è stato Il Silenzio degli Innocenti. Hannibal Lecter si divorò i “big five” (Miglior film, regia, attore, attrice e sceneggiatura non originale) nel 1992. Get Out ottenne quattro nomination, inclusa quella per il Miglior film, e vinse per la Miglior sceneggiatura originale nel 2018. Misery consegnò a Kathy Bates l’Oscar come Miglior attrice nel 1991. Ma sono casi rarissimi. Eppure, nel 2026, anno in cui il genere horror celebra un secolo, l’Academy sembra essersi finalmente presa il virus dell’horror.
La notizia principale è ovviamente il numero di nomination record per Sinners. Il film di Ryan Coogler guida la corsa con la cifra mostruosa di 16 candidature agli Oscar (superando il primato condiviso da Titanic, La La Land ed Eva contro Eva, ferme a quota 14). Ed è, nel suo DNA, un film di vampiri; un period horror con Michael B Jordan nei panni di una coppia di gemelli che creano un club blues nel Mississippi degli anni ’30.
È candidato tra gli altri come Miglior film, Miglior regia per Coogler e Miglior sceneggiatura originale. Terreni in cui i film horror raramente riescono a entrare. Ancora più notevole è il fatto che diversi attori sono stati nominati per il film: Jordan, per il suo doppio ruolo dei gemelli gangster Smoke e Stack; Wunmi Mosaku, per la sua interpretazione di Annie, la moglie separata di Smoke, e Delroy Lindo nei panni dell’armonicista Delta Slim. Si poteva facilmente immaginare uno scenario in cui Sinners si accontentasse di nomination tecniche come la colonna sonora di Ludwig Göransson. La nomination per i costumi fa entrare anche la cinque volte candidata Ruth E. Carter nella storia, come donna nera più nominata. Nel frattempo, la candidatura di Sinners per la fotografia di Autumn Durald Arkapaw segna soltanto la quarta volta che una donna viene presa in considerazione per questo premio.
Il fatto, tuttavia, che a brillare siano anche gli interpreti trasforma tutto in qualcosa di più raro e potente. E non sono gli unici.
Weapons si è ritagliato una nomination per la Miglior attrice non protagonista per Amy Madigan. Nei panni della terrificante Zia Gladys, antagonista del film. La caratterista era già stata nominata nel 1985 nella stessa categoria per Twice in a Lifetime. Tra le due candidature sono passati 40 anni, il divario più lungo mai registrato per un’attrice nella storia degli Academy.
Ci sono anche altre sorprese. Guillermo del Toro conquista ancora una volta gli Oscar con il suo sontuoso e gotico adattamento di Frankenstein, ridando vita a un classico fondativo dell’horror. È candidato a nove premi, tra cui spicca la nomination di Jacob Elordi per la sua trasformativa interpretazione della Creatura.
La sorpresa più deliziosa è la nomination per Miglior trucco e acconciatura a The Ugly Stepsister, di Emilie Blichfeldt. Il film racconta Cenerentola dal punto di vista di Elvira, una delle “sorellastre brutte”, che subisce interventi e procedure estreme per conquistare il principe Julian, in una satira pungente sugli standard di bellezza. Quando The Substance incontra La favorita. E dato che il primoha vinto il premio per trucco e acconciatura l’anno scorso – mentre Demi Moore purtroppo ha mancato la nomination come non protagonista – magari The Ugly Stepsister potrà seguire le orme mutate di Monstro Elisasue.
Faremo il tifo per tutto quell’universo di film oscuri e indefinibili che finalmente ottengono il riconoscimento che meritano, quando gli Oscar si terranno il 15 marzo.










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