The Pitt, il direttore della fotografia ha rivelato qual è la cosa più sporca nel girare la serie (e non è il sangue)

L’acclamata serie, vincitrice di Emmy e Golden Globe, è tornata con la seconda stagione in esclusiva su HBO Max, pronta a raccontare della crisi del sistema sanitario statunitense attraverso i corridoi del Pittsburgh Trauma Medical Center.

In The Pitt sangue, organi e interventi al limite non mancano di certo. È un medical drama puro e duro, quindi ci si aspetta scene forti e set imbrattati di effetti speciali. Eppure, a sorpresa, la cosa più “sporca” durante le riprese non è il sangue. A rivelarlo è Johanna Coelho, direttrice della fotografia della serie, che ha raccontato cosa rende davvero caotiche le riprese.

Il momento simbolo? La toracotomia a conchiglia del primo episodio della Stagione 2, una procedura estrema in cui il torace del paziente viene completamente aperto. Una scena cruda, intensa e decisamente impressionante. Ma, secondo Coelho, il vero problema non è la quantità di sangue in scena, bensì il numero di persone coinvolte tutte nello stesso momento e nello stesso spazio.

Attorno al tavolo operatorio si affollano tantissimi personaggi chiave: il Dr. Robby di Noah Wyle, Garcia, Mohan, Al-Hashimi, Whitaker, Javadi, Ogilvie, Joy e diversi infermieri. Il risultato? Un piccolo ambiente chiuso, invaso da corpi e mani che si muovono contemporaneamente. Dal punto di vista della macchina da presa, non è solo una sfida tecnica: è un vero campo di battaglia visivo.

Coelho spiega che “messy” non significa solo sangue che schizza ovunque, ma anche sei mani che entrano nella stessa inquadratura, attori che si accalcano e una camera che deve farsi strada tra i corpi per restare dentro l’azione. Più persone ci sono, più diventa complicato trovare l’angolazione giusta, mantenere la tensione e non perdere la leggibilità della scena.

Eppure, questo caos è esattamente ciò che rende The Pitt così potente. La confusione visiva viene abbracciata, non evitata. Grazie a una coreografia precisa tra attori e troupe, le inquadrature riescono a trasmettere la sensazione di sovraffollamento e urgenza tipica di un pronto soccorso in piena emergenza. Le braccia che si intrecciano, i movimenti rapidi e lo spazio soffocante fanno sentire lo spettatore lì, a pochi centimetri dal tavolo operatorio.

Questo stile viscerale e ravvicinato è uno dei punti di forza della serie e uno dei motivi per cui The Pitt ha conquistato pubblico e critica. La fotografia non cerca la pulizia perfetta, ma punta sull’impatto emotivo, trasformando il disordine in un elemento narrativo.

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