Il mondo del cinema e della narrativa piange la scomparsa di Sophie Kinsella, pseudonimo della 53enne Madeleine Wickham, autrice britannica stroncata da un glioblastoma diagnosticato nel 2022. Divenuta un fenomeno globale grazie alla serie bestseller Shopaholic, da cui è stata tratta nel 2009 la rom-com, amata dal pubblico ma detestata dalla critica, I Love Shopping con Isla Fisher e Hugh Dancy, Kinsella è considerata la queen del chick lit. Un genere che mette al centro donne brillanti, ambiziose e determinate, alle prese con la vita frenetica delle grandi città tra i venti e i quarant’anni.
Quando I Love Shopping (Confessions of a Shopaholic), diretto da PJ Hogan – sì, proprio quello dell’acclamato Le nozze di Muriel – uscì nel 2009, segnò di fatto il tramonto dell’età d’oro delle romcom. E, proprio come molte sue “colleghe” arrivate quello stesso anno – La rivolta delle ex, La verità è che non gli piaci abbastanza, Ghosts of Girlfriends Past – I Love Shopping fu travolto da una valanga di recensioni feroci, fermandosi a un misero 26% su Rotten Tomatoes.
Una buona parte delle critiche rivolte al film riguardava la sua tempistica completamente fuori luogo: un’uscita durante una recessione globale, per raccontare la storia di una giovane donna dipendente dallo shopping, il cui desiderio di stivali Gucci e intimo Marc Jacobs la porta ad accumulare oltre 16.000 dollari di debiti.
Perché una rom com funzioni deve avere una protagonista convincente, essere visivamente piacevole e seguire, in buona parte, il classico schema della screwball comedy: ritmo, dinamiche romantiche, battute. I Love Shopping possiede tutto questo. Isla Fisher, che regge il film sulle sue spalle minute, è semplicemente perfetta nei panni vistosi di Rebecca Bloomwood, giornalista alle prime armi vestita dall’iconica costumista Patricia Field.
La trama romantica con il boss Luke (Hugh Dancy) è leggera e piacevole, con un incontro originale e buona chimica con Fisher, che bilancia la sua esuberanza. Il film è divertente e ben ritmato, traboccante di effetti sonori scintillanti e esplosioni di colore. Soprattutto, ci ricorda quanto sia davvero spaventoso avere 12 carte di credito.









