Il 4 novembre debutta su Disney+ (e su Hulu negli Stati Uniti) All’s Fair, il nuovo legal drama firmato da Ryan Murphy, creatore di successi come Glee, Feud, Monster, American Horror Story e American Crime Story. La serie racconta le vicende di un gruppo di avvocatesse ambiziose che decide di fondare uno studio legale tutto al femminile, pronto a rivoluzionare le regole del gioco in un mondo dominato dagli uomini.
Il cast è stellare: Kim Kardashian, Naomi Watts, Niecy Nash-Betts, Teyana Taylor, Sarah Paulson, Glenn Close, Elizabeth Berkley, Brooke Shields e Jessica Simpson si dividono la scena in quello che si preannuncia come uno dei titoli più glamour e chiacchierati della stagione.
Pubblicato il 9 ottobre, il trailer ufficiale ha già fatto la storia: con 57 milioni di visualizzazioni, è diventato il più visto di sempre su Hulu.
Ecco quindi 10 cose che abbiamo capito dal trailer della nuova serie di Ryan Murphy — e perché potrebbe essere la tua prossima maratona televisiva imperdibile.
Un cast da urlo
Kim Kardashian, Glenn Close, Sarah Paulson, Naomi Watts, Niecy Nash-Betts, Teyana Taylor… sembra la line-up di un evento impossibile, non il cast di una serie TV. Ryan Murphy ha riunito il meglio del meglio, e ognuna promette di rubare la scena.
Il tono? Audace, senza filtri
Bastano pochi secondi per capire che All’s Fair non ha paura di spingersi oltre. La battuta iniziale – volutamente provocatoria – fissa subito le regole del gioco: linguaggio diretto, ironia tagliente e zero censure.
Moda da tribunale (ma haute couture)
Spalline strutturate, tailleur impeccabili, borse da capogiro: ogni look sembra urlare “potere e stile”. È chiaro che in questa serie il codice d’abbigliamento è tanto importante quanto il codice civile.
Colonna sonora da drama di lusso
La musica del trailer alterna glamour e tensione, come se ogni nota dicesse: “attenzione, qui succederà qualcosa di grosso (e bellissimo da guardare)”.
Una trama tutta al femminile
Un gruppo di avvocate divorziste decide di lasciare un prestigioso studio dominato dagli uomini per fondarne uno tutto loro. Una rivoluzione silenziosa? Non proprio. Qui si combatte con parole, stile e unghie perfettamente laccate.
Eccesso? Sì, grazie.
All’s Fair abbraccia il camp con orgoglio: tutto è volutamente esagerato, brillante, teatrale. È Murphy al suo meglio, dove il dramma incontra la moda e la satira si veste di lusso.
Kim Kardashian, versione attrice seria
Dimenticate la Kim dei reality: qui è magnetica, ironica e perfettamente a suo agio nei panni (e nei tailleur) di una donna potente. È la sua trasformazione più interessante di sempre.
Lo stile come personaggio
Scenografie scintillanti, luci perfette, regia da fashion film: l’estetica non è solo contorno, ma parte della narrazione. All’s Fair si guarda come si sfoglia una rivista di moda di lusso con trame da thriller legale.
“Hai scelto le persone sbagliate da sfidare.”
Quelle scene di donne che camminano in power suit lungo corridoi infiniti sono dichiarazioni di guerra silenziose. Nessuno qui aspetta di essere invitato al tavolo: se lo costruiscono da sole.
Donne che agiscono, non che reagiscono
La serie promette protagoniste che prendono il controllo, fanno mosse audaci e riscrivono le regole. Finalmente, un dramma in cui il potere femminile non è un tema, ma il punto di partenza.
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