La vera storia di The Witch e i processi di Salem spiegata

L’horror soprannaturale di Robert Eggers, ha ottenuto un incredibile successo di critica dopo la sua uscita nel 2015. Per il suo debutto alla regia, il filmaker newyorkese ha deciso di affrontare un tema che lo aveva affascinato fin dall’adolescenza: la figura delle streghe, così come veniva intesa nella tradizione cristiana. Cresciuto nel New Hampshire, il regista è stato ispirato dalle sue frequenti visite nel New England e al Plimoth Patuxet, museo vivente di storia nel Massachusetts, esperienze che lo hanno portato a immaginare un racconto radicato nella paura e nella fede dei coloni puritani.

Scritto in inglese arcaico e impreziosito dall’interpretazione dell’allora esordiente Anya Taylor-Joy, il folk horror racconta la vicenda di una famiglia puritana bandita dalla propria comunità. Isolati in una fattoria sperduta ai margini di una foresta del New England, William (Ralph Ineson), sua moglie Katherine e i loro figli vivono in una tensione crescente, finché la scomparsa del neonato Samuel dà inizio a una spirale di sospetti e paranoia. William comincia a credere che le forze del male abbiano colpito la sua famiglia, mentre la giovane Thomasin diventa oggetto di accuse di stregoneria. Questa dinamica richiama direttamente l’atmosfera dei processi alle streghe di Salem, quando centinaia di donne furono accusate di servire il Diavolo e condannate ingiustamente.

L’opera prima di Eggers è costruita con un’attenzione maniacale al dettaglio: ogni immagine, ogni battuta e ogni suono contribuiscono a creare un clima di soffocante inquietudine. Il film è pervaso da simboli religiosi e riferimenti storici, riflesso dell’approccio rigoroso del regista e del suo desiderio di esplorare come la paura e la fede possano trasformarsi in follia collettiva. Non a caso, The Witch ha superato ogni aspettativa, vincendo numerosi premi, tra cui quello per la Miglior Regia al Sundance Film Festival.


Il legame con i processi di Salem

L’universo di The Witch affonda le sue radici nella storia e nella paura collettiva. Eggers si è ispirato a testimonianze autentiche tratte dagli archivi dei processi alle streghe di Salem, che si svolsero tra il 1692 e il 1693 nel Massachusetts. In quel periodo, oltre 200 persone furono accusate di stregoneria e 30 condannate. Sebbene il film sia ambientato circa sessant’anni prima di quegli eventi, il regista ha voluto catturare la stessa atmosfera di paranoia e isteria religiosa che pervadeva le comunità puritane.

La vicenda di Thomasin e della sua famiglia non è tratta da un fatto realmente accaduto, ma incarna perfettamente il clima di sospetto e fanatismo che caratterizzava l’epoca. Alla base di quell’angoscia collettiva c’erano la rigida morale cristiana e il terrore del “diverso”, del peccato e del Diavolo.


Le radici storiche e simboliche di The Witch

Nel XVII secolo, era comune che i membri di una congregazione religiosa venissero banditi se mettevano in discussione gli insegnamenti del ministro. Nel film, la famiglia protagonista viene esiliata per “orgogliosa presunzione”, e il capofamiglia William reagisce promettendo di continuare a predicare “il vero Vangelo di Cristo” secondo coscienza. Questo tema della separazione è strettamente legato al terrore dell’“altro”: i coloni puritani vivevano costantemente nel timore della tentazione e del male, convinti che il Nuovo Mondo fosse popolato da emissari del Diavolo. Persino altri gruppi cristiani o i nativi americani venivano considerati moralmente corrotti e pericolosi.

Quando William e la sua famiglia vengono banditi, entrano in un territorio ostile e diventano vulnerabili alle forze oscure — comprese le streghe. Eggers, attento alla simbologia e alle credenze popolari, attinge anche a elementi del folklore e del paganesimo: la capra nera Black Philip, incarnazione del Diavolo; le lepri, considerate animali magici e messaggeri delle streghe; e la credenza secondo cui le streghe non potessero recitare per intero il Padre Nostro, ripresa nel film con i gemelli Mercy e Jonas.

Nella scena del sabba finale, le streghe parlano in Enochiano, la presunta lingua angelica utilizzata nei rituali magici: un dettaglio che dimostra la meticolosa attenzione di Eggers alla ricostruzione storica e simbolica della paura. Con The Witch, il regista non solo ha dato vita a un horror suggestivo e visivamente impeccabile, ma ha anche realizzato un ritratto potente della follia religiosa e dell’ossessione morale che hanno segnato le origini dell’America puritana.

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