Jumanji è basato su un vero gioco da tavolo?

Negli anni ’90, pochi film riuscivano a evocare la nostalgia dell’infanzia come Jumanji. Diretto da Joe Johnston e con l’indimenticabile interpretazione di Robin Williams, questo classico per famiglie di 30 anni fa, è stato un successo immediato al botteghino e ha continuato a conquistare generazioni di ragazzini. Ma qual è l’origine di questa storia incredibile? Il film, che racconta di un misterioso gioco da tavolo capace di trasformare ogni lancio di dadi in un’avventura reale, trova le sue radici in qualcosa di molto affascinante. Vediamo da dove tutto ha avuto inizio.

Su cosa si  basa Jumanji?

Jumanji racconta la storia di Alan Parrish, interpretato da Robin Williams, un uomo che da bambino viene risucchiato in un misterioso gioco da tavolo dopo averlo trovato sepolto in un cantiere e aver iniziato a giocarci. Anni dopo, Alan viene liberato quando due bambini, Judy e Peter (interpretati da Kirsten Dunst e Bradley Pierce), trovano il gioco e, ignari delle conseguenze, iniziano una nuova partita. Questo scatena una serie di avventure selvagge che portano la giungla nella loro tranquilla cittadina, con ogni lancio di dadi che dà vita a creature ed eventi pericolosi.

L’idea alla base del film è sorprendentemente semplice e coinvolgente. È facile immaginare che i creatori di Jumanji abbiano tratto ispirazione da giochi da tavolo della loro infanzia, sebbene nessuno di questi includa fughe improvvise da leoni o attacchi di ragni giganti. Tuttavia, per chiunque abbia prestato attenzione ai titoli di coda del film, è chiaro che Jumanji non è basato su un gioco da tavolo reale. La storia trae invece origine da un libro per bambini omonimo, scritto da Chris Van Allsburg e pubblicato nel 1981.

Van Allsburg, che ha anche ricevuto un credito per la trama del film, ha contribuito ad arricchire la storia originale con nuovi elementi pensati appositamente per il grande schermo. Ma da dove trae origine il libro? Potrebbe essere stato ispirato da un gioco da tavolo reale? La risposta, a meno che l’autore non abbia nascosto qualche segreto legato a un gioco nella giungla, è no. Jumanji è una creazione completamente originale, frutto della fantasia di Van Allsburg.

Un aspetto interessante è il significato del nome del gioco. Secondo Van Allsburg, “Jumanji” deriva dalla lingua Zulu e significa “molti effetti”, un chiaro riferimento alle numerose e imprevedibili conseguenze che si scatenano ad ogni lancio di dadi nel gioco. Questo dettaglio, come tutta la storia, dimostra l’attenzione creativa e la ricchezza immaginativa che hanno reso Jumanji un classico intramontabile.

L’eredità di Jumanji

Jumanji dunque non è basato su un gioco da tavolo reale (almeno per quanto ne sappiamo), ma la sua popolarità ha effettivamente portato alla creazione di un gioco da tavolo reale nel corso degli anni. Nel 1995, in concomitanza con l’uscita del film, è stato lanciato un gioco tie-in per permettere al pubblico di ricreare l’esperienza di Jumanji a casa, naturalmente senza animali della giungla o cacciatori di grossa selvaggina inclusi! Questo rappresentava solo una parte del profondo impatto culturale del film. Dopo essere diventato uno dei maggiori successi al botteghino del 1995, Jumanji ha continuato a lasciare il segno sulla cultura popolare. Tra i suoi derivati più noti ci sono una serie animata, trasmessa dal 1996 al 1999, e il film spin-off Zathura (2005), che riprende il concetto del gioco ma ambientandolo nello spazio. Negli anni successivi, il franchise si è espanso ulteriormente con i reboot cinematografici Jumanji: Benvenuti nella giungla (2017) e Jumanji: The Next Level (2019), entrambi di grande successo. A questo si aggiungono merchandising, attrazioni nei parchi a tema e altri prodotti legati al marchio, trasformando Jumanji in un vero e proprio fenomeno multimediale che continua a catturare l’immaginazione di generazioni diverse.

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