Asini putrefatti, mani mozzate in mezzo alla strada e una lama di rasoio che recide un bulbo oculare. Un chien andalou – Un cane andaluso celebra 95 anni. Manifesto del cinema surrealista, il cortometraggio realizzato a quattro mani da Salvador Dalì e Luis Buñuel, qui al suo debutto registico, è pura avanguardia grazie a diverse sequenze-shock destinate a scrivere la filmografia horror ed erotica.15 minuti di follia onirica e freudiana, allora molto in voga; i due elaborarono una sceneggiatura, nonsense, rivelandosi l’un l’altro un proprio sogno, come quella dell’occhio tagliato (un incubo di Buñuel) e quella successiva del buco nella mano da cui escono le formiche (dall’incubo di Dalì).
Gli autori stessi lo concepirono come anti-artistico e anti-narrativo allo scopo di indispettire la borghesia intellettuale degli anni venti. Ma quando fu proiettato, per la prima volta nel giugno 1929 allo Studio des Ursulines di Parigi, Un chien andalou venne accolto da un inaspettato consenso. Tra i partecipanti degni di nota della première figurarono Pablo Picasso, Le Corbusier, Jean Cocteau, Christian Bérard e Georges Auric, oltre all’intero gruppo surrealista di André Breton. Da Nouvelle Vague a Fellini, da Lynch passando per Cronenberg fino a Lanthimos; Un chien andalou influenzerà il lavoro dei grandi maestri. L’antropologo Jean Rouch raccontò che al termine delle riprese, Buñuel e Dalí erano rimasti senza soldi, costringendo Buñuel a montare il film personalmente nella sua cucina senza l’ausilio di una moviola o di qualsiasi altra attrezzatura tecnica.
Come è stato reciso l’occhio nel capolavoro di Luis Buñuel?
Per girare la fatidica scena iniziale, fu utilizzato il bulbo oculare di un vitello morto. Lo rivelò lo stesso Buñuel in un’intervista nel 1975.
Leggi anche:









