Agli Oscar, Godzilla Minus One ha battuto i blockbuster degli effetti speciali; merito di Takashi Yamazaki e del suo team dei VFX che sono saliti sul palco con le action figure di Godzilla e scarpe con la zampa del mostro sul tallone, regalando uno dei momenti più virali della cerimonia.
Costato appena 15 milioni di dollari, il 37° film sul kaijū nipponico ne ha incassati oltre 100 milioni diventando il film del Sol Levante più redditizio della storia del cinema.
Quest’anno, l’iconico lucertolone gigante compie 70 anni avendo debuttato sul grande schermo nel 1954, nel classico di Ishirō Honda. Da allora, Godzilla è stato adattato in tutte le salse ma solo all’alba del suo anniversario ha ritrovato il cuore e l’anima delle origini. Il merito è per metà della serie di Apple TV+ dal MonsterVerse, Monarch: Legacy of Monsters. Insieme a Godzilla Minus One, hanno regalato ai fan del dinosauro atomico due dei migliori capitoli del franchise degli ultimi anni.
Per quanto pazzesco sia Godzilla Minus One, non fa parte del Monsterverse. È una produzione giapponese ambientata nel 1945, mentre la serie di Apple salta avanti e indietro nel tempo. Godzilla del Monsterverse è una bestia diversa – e dall’aspetto diverso – da quella di Godzilla Minus One. Quindi, non esiste alcuna connessione tra il rettile televisivo e quello cinematografico.
Fin dagli albori, il Re dei Mostri è la materializzazione della paura nucleare di un Giappone ferito. Ma quale è la differenza tra Oppenheimer e Godzilla Minus One? Il film di Nolan che ha sbancato agli Oscar «esplora l’auto-distruzione dell’umanità in seguito all’impiego dell’energia nucleare, mentre Godzilla Minus One si focalizza sulle conseguenze di questo evento».
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