Gli Who si formano nel 1964 a Londra e nella prima fase della loro carriera – che termina nel 1982, quattro anni dopo la morte del batterista Keith Moon – diventano uno dei gruppi più amati e influenti della storia della musica contemporanea.
Raggiungono il successo nel 1965 grazie all’album My Generation, il cui omonimo brano si rivela il primo inno generazionale, nonché uno dei pezzi ancora oggi più conosciuti e rappresentativi della band. Il loro rock è una delle novità più trasgressive del periodo, grazie alla chitarra di Pete Townshend, alla voce di Roger Daltrey e soprattutto grazie agli show infuocati in cui vengono distrutti gli strumenti sul palco. Keith Moon ucciso da un’overdose all’età di 31 anni è al secondo posto, dietro a John Bonham, tra i 100 migliori batteristi di tutti i tempi secondo Rolling Stone.
Il gruppo è anche tra i primi a sperimentare l’idea di una “rock opera” con Tommy (1969) e con Quadrophenia (1973), lavoro dedicato alla cultura Mod, di cui la band è portabandiera. Entrambi diventeranno dei film, rispettivamente nel 1975 e 1979. Tommy è ancora la più grande opera rock di tutti i tempi.
Nel corso della loro sessantennale carriera, gli Who hanno piazzato 27 singoli nei primi 40 posti delle classifiche di vendita britanniche e statunitensi, oltre a raggiungere la top ten con 17 album (ottenendo nel contempo 18 dischi d’oro, 12 di platino, e 5 multi-platino solamente negli Stati Uniti).
Tra i protagonisti della Swinging London, The Who furono influenzati dalla musica dei loro contemporanei Beatles e Rolling Stones, di cui continuarono il fenomeno della British invasion. Ebbero una notevole influenza su altre band a loro volta, lasciando un’onda lunga che va dai Led Zeppelin ai Sex Pistols, dagli U2 agli Oasis, passando per i Pearl Jam.









