Dimentichiamoci di Mamma ho perso l’aereo o di Una Poltrona per due. Il capolavoro di Mario Monicelli è la scelta migliore per entrare in pieno clima natalizio. Tratto dalla pièce teatrale di Carmine Amoroso, il film è disponibile su Netflix in versione restaurata dalla Cineteca di Bologna.
Ritratto «fine per gente di classe» della famiglia piccolo borghese, Parenti Serpenti ci porta a Sulmona per il tradizionale cenone di Natale di quattro figli, riuniti insieme ai rispettivi mariti mogli e bambini, nella casa degli anziani genitori. Quella che in apparenza sembra una reunion idilliaca si trasforma in una carneficina, quando i quattro figli decidono di sbarazzarsi degli ingombranti vecchietti.
Secondo alcuni critici, Parenti Serpenti potrebbe essere un remake italiano di Viaggio a Tokio di Ozu o Cupo tramonto di Leo McCarey. La premessa di tutti e tre i film è simile: genitori negati in vecchiaia dai figli.
In barba al suo funesto destino da copione, Pia Velsi (la nonnina Trieste) compirà il prossimo marzo ben 100 anni. Il grande Mario Monicelli rimase fedele a sé stesso; all’età di 95 anni, scelse di suicidarsi gettandosi nel vuoto dalla finestra della stanza dell’ospedale dove era ricoverato a Roma.









